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ANM, il fallimento è vicino?

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Funiculì, funicolà

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Ancora aria di tempesta per l’azienda di trasporti napoletana. In arrivo altri cento esuberi, oltre i 194 già dichiarati con la procedura di licenziamento collettivo aperta a giugno.
La cura dimagrante per abbattere le spese dell'organico aziendale entra nel vivo. Nell'arco dei prossimi tre anni, il numero dei dipendenti sarà ridotto di un terzo. Sui quasi 2.500 lavoratori attualmente in forza all'azienda dei trasporti, le uscite previste entro il 2019 sono 729. In pratica, fuori uno su tre. Anche se restano diversi punti del programma, tra tempi e modalità dell'operazione, ancora da chiarire. E considerando che a febbraio si dovrà redigere un nuovo piano di rientro in cinque anni. Ed ecco il piano delle uscite presentato dal management aziendale al Comune. Nel triennio 2017-2019, i dipendenti che andranno via per aver raggiunto i requisiti della pensione naturale saranno 245. Di questi, 72 già quest'anno. Gli esuberi veri e propri, invece, attualmente sono 194. Che fine faranno? Se si troverà un accordo con i sindacati, si potranno evitare i licenziamenti. Il piano prevede, quindi, la riconversione in ausiliari e controllori per 85 unità, il trasferimento presso altre società partecipate di 69 lavoratori e l'accompagnamento alla pensione con Naspi e con il fondo integrativo regionale da 18 milioni per i restanti 40. Ma non è tutto così semplice. «La procedura - precisa Anm nel dossier - è ancora in corso. E la prima fase del confronto tra azienda e sindacati si è conclusa senza accordo. È stata avviata la seconda fase con l'esame congiunto presso la Direzione generale istruzione, formazione, lavoro e politiche giovanili della Giunta regionale, l'ex Ormel, che ha convocato le parti per il 16 novembre».

Tutti questi provvedimenti “di magra” perché sono necessari 82 milioni di euro in due settimane per salvarsi. L'azienda dei trasporti, sull'orlo del crac, chiede a Palazzo San Giacomo, azionista unico per il tramite della società controllante Napoli Holding, l'immediato pagamento di 67,2 milioni di euro, pari ai crediti maturati nel 2016 e non ancora erogati e a tutti i corrispettivi del 2017, visto che il Municipio per quest'anno non avrebbe versato ancora nulla. Ai quali si aggiunge l'ultima tranche di trasferimenti da 14,6 milioni per il periodo agosto-ottobre dalla Regione Campania, che ha versato regolarmente tutte le altre quote. Non immaginiamo nemmeno quali possano essere le conseguenze concrete sul trasporto napoletano…