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Intervista a Marco Cappato: dopo Biotestamento ora Eutanasia Legale

Scritto da Angela Pascale e Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

marco cappato associazione luca coscioni

“Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille”

Queste le parole di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, prima di morire. Ora, dopo averlo aiutato a “liberarsi” dalle sue sofferenze, Marco Cappato, attivista radicale, militante dell’Ass. Luca Coscioni, si sta sottoponendo al processo che lo vede imputato per “aiuto al suicidio”. Lo sta facendo in maniera volontaria, portando alla ribalta il diritto, non garantito in Italia, all’Eutanasia. Gli abbiamo posto qualche domanda.

Chi era DJ Fabo? E perché ha deciso di aiutarlo?
Un uomo di 40 anni che da quasi tre anni era tetraplegico e cieco a causa di un incidente stradale. Era una persona piena di vita, un dj a Goa, in India, che non sopportava più una condizione di sofferenza immane. Mi ha chiesto di aiutarlo a ottenere l'eutanasia attraverso l'assistenza alla morte volontaria in Svizzera, senza far rischiare di incorrere in guai giudiziari la sua fidanzata. L'ho aiutato perché era un mio dovere, e perché penso che la legge che condanno da 5 a 12 anni di carcere l'aiuto al suicidio -senza far distinzioni sulla base della condizione del paziente- sia una legge da cambiare.

Cosa si aspetta dal processo? Cosa significherà per l'Italia?
Comunque vada a finire, sarà un atto di chiarezza su ciò che possono o non possono fare i malati terminali in Italia. Sarà una occasione per prendere in considerazione la nostra proposta di legge per la legalizzazione dell'eutanasia.

Come ha reagito e cosa ha significato per Lei l'approvazione della legge sul biotestamento? Secondo Lei è un importante passo avanti o un'occasione mancata per l'eutanasia legale?
E' stato un passo in avanti, al tempo stesso piccolo e importantissimo. La nuova legge rende immediatamente operativo ciò che già la giurisprudenza sui casi Welby, Englaro e Piludu aveva riconosciuto: il diritto costituzionale a sospendere terapie anche vitali. Ora non sarà più necessario mettere di mezzo un giudice per ottenere il rispetto di quel diritto, e dunque sarà una scelta accessibile anche a chi non ha la fortuna di trovarsi nella struttura "giusta" o i soldi e il tempo per affrontare un ricorso giudiziario. Si è tolto un importante discrimine di classe.

Qual è la differenza tra biotestamento ed eutanasia?
L'eutanasia è il "morire bene", cioè senza soffrire e nel modo simile a come si vorrebbe. Con questo significato ampio, anche il testamento biologico e l'interruzione delle terapie consentono una morte più simile a come il paziente la vorrebbe. Se invece attribuiamo un significato più ristretto al termine, allora ci riferiamo alla scelta di assumere una sostanza letale, cioè un’ azione "attiva" e non un semplice distacco di macchinari o interruzione di terapie.

In questi giorni, così mediatici e complessi, del processo come si sente? Rischia fino a 12 anni di carcere ex articolo 580 del Codice Penale. Ha paura?
No, sento che le cose stanno cambiando, e questo mi fa stare bene.