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Serao

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Teatro

serao

Una riscoperta, se non vera e propria scoperta per le nuove generazioni, di una grandiosa donna: Matilde Serao; nel 2017 il “suo” giornale, il Mattino, le ha dedicato un premio e si è guardato alla sua opera più nota, “Il ventre di Napoli”, spesso considerato “un reportage” o un romanzo giornalistico (genere peraltro molto attuale), come a un testo sociologico, forte di verità e ricco di spaccati di vita che superano di gran lunga le immagini di una Napoli oleografica, piena di false e mercificate tradizioni popolari in voga anche all’epoca della Serao.
“Sole, canzoni, pizza e pulcinella, materia che attira quella parte di pubblico che non vuole guardare l’altra vera drammatica ed antica faccia della città, fatta di miserie e nefandezze, di selvaggiume e barbarismi”, ammonisce. A un secolo di distanza, la denuncia di Matilde è drammaticamente e straordinariamente attuale : “Questo ventre di Napoli, se non lo conosce il governo, chi lo deve conoscere? A che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto?”. Oltre allo studio attento e preciso di fatti e accadimenti, senza trascurare nulla e con occhio obiettivo la Serao, sulla base di una documentata analisi, descrive la situazione drammatica della sua tanto amata città e ne mette in luce anche la problematica antropologica. È su questo sfondo che il ‘breve segmento’ della storia di Napoli si svela nelle sue diversità individuali e culturali come unità antropologica, cittadinanza del mondo. Penso che Matilde sia una operatrice di relianza, direbbe Edgar Morin, che ci consente di collegare la cultura umanistica e scientifica alla pratica disciplinare che connette i saperi, all’esigenza del ben vivere; si tratta di sviluppare le proprie attitudini, trasformando le conoscenza acquisite in sapienza, in arte di vivere. Il compito dell’educatore è ancora quello che indicava Rousseau nell’Emilio: “Vivere è il mestiere che voglio insegnargli” . In tal senso la Serao è educatrice, formatrice. Voglio usare parole di sole e di mare – dichiara ad un certo punto del testo - le parole sono la mia consolazione . Bravissima Chiara Baffi, non solo per l’interpretazione delineata e trasparente, non solo per donare al pubblico un taglio recitativo che si intuisce levigato da studio e tecnica sperimentata, ma perché emoziona la sua emozione : Chiara ama la sua Serao, ed è capace di

coinvolgerci in questo sentimento. Brava perché la Serao è un personaggio complesso, ricco di tante sfumature e durezze, dolce e tagliente, colta ma capace di ‘parlare’ a tutti, per amore di conoscenza. Matilde è antesignana di scelte sociali e culturali impensabili per il suo tempo. Femminista oltre la sua figura di madre e moglie, professionalmente attenta, poliedrica, intuitiva, in grado di seguire strade diverse e diverse iniziative per raggiungere gli obiettivi e gli scopi che si proponeva di raggiungere : “Serao ( il testo ) parla di una donna straordinariamente moderna, capace di anticipare le battaglie dei nostri giorni, in scena con piglio di giornalista di razza” , scrive Maricla Boggio, autrice del testo. Non è la prima volta che il Mercadante, Teatro Stabile della città, dedica un ciclo di spettacoli a figure che hanno segnato la storia di Napoli. Penso, se ci fermiamo alle figure femminili alla Ortese, alla Eleonora di Striano. Era così nelle cose parlare di Matilde; questo è infatti il primo spettacolo parte di un progetto dedicato alla grande scrittrice napoletana ed al suo “ Ventre di Napoli “, che vede tre allestimenti scenici protratti fino a marzo e diretti da tre registi - Fortunato Calvino, Fausto Nicolini, Alberto Massarese – ma con una sola protagonista, Chiara Baffi, appunto. Delicato l’allestimento del primo appuntamento, con incursioni musicali e figurazioni di effetto non invasivo; un plauso a Emanuele D’Errico e Dario Rea – allievi della scuola dello stabile – che affiancano la protagonista interpretando in scene di sfondo personaggi e figurazioni caratteriali che descrivono l’atmosfera e il clima di Napoli, non solo esteticamente ma in tutta l’intensità del quotidiano. Un quotidiano che la Serao conosce a menadito e di cui penetra il vero volto. Discutibili a volte le scelte del regista nel legare insieme i vari quadri e soprattutto la decisione di un finale quasi tronco, che abbandona lo spettatore, lasciandolo sospeso. Per prepararlo agli altri incontri?.

Il ventre di Napoli – prima parte è il monologo che andrà in scena il 15 febbraio con le musiche dal vivo di Federico Odling e le scene e i costumi a cura degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Terzo ed ultimo appuntamento del ciclo Il ventre di Napoli – seconda parte dall’ 8 al 18 marzo, sempre con scene e costumi a cura degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.


di Maricla Boggio
regia Fortunato Calvino
con Chiara Baffi, Emanuele D’Errico, Dario Rea scene Renato Lori e Gilda Cerullo
costumi Alessandra Gaudioso disegno
luci Renato Esposito
video Alessandro Papa
assistente alla regia tirocinante Antonella Di Baia
direttore di scena Nicola Grimaudo
tecnico luci Carmine Pierri

Al Ridotto del Mercadante fino al 28 gennaio