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Teatro Stabile di Napoli Presenta: Matile Serao & Il Ventre di Napoli, In Scena al Mercadante dal 18 Gennaio

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Teatro

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In occasione delle celebrazioni dei 125 anni dello storico quotidiano partenopeo “Il Mattino” (da lei fondato insieme ad Edoardo Scarfoglio) e della consegna del Premio Letterario “Matilde Serao” all’autrice Antonia Arslan, l’affascinante vita e l’immortale opera di Matilde Serao, donna all’avanguardia, antesignana di tantissime battaglie sociali, apprezzatissima scrittrice ed audace giornalista partenopea, approdano sulle tavole del palcoscenico del Mercadante – Teatro Stabile di Napoli.

I titoli delle tre messe in scena, che hanno debuttato lo scorso 18 gennaio e che saranno rappresentate al Mercadante fino al 18 marzo sono: Serao, scritto da Maricla Boggio, Il ventre di Napoli-prima parte e Il ventre di Napoli-seconda parte. Un Progetto ambizioso che vede la sempre bravissima Chiara Baffi interpretare l’autrice napoletana, – e le pagine del suo romanzo più famoso, l’omonimo “Il Ventre di Napoli” - in questi tre allestimenti diretti rispettivamente da Fortunato Calvino, Fausto Nicolini e Alberto Massarese.

“Il ventre di Napoli” era ed è un’intensa opera che descrive Napoli ed il rifiuto di raccontare la metropoli con la solita oleografica immagine – pizza, sole, pulcinella e mandolino - che ne ha sempre avuto il mondo e soprattutto l’Italia di quegli anni, ma rappresenta anche la forza e la volitività della Serao e della sua ars letteraria. Un “romanzo giornalistico” che è stato troppo spesso considerato alla stregua di un semplice report dello status della città e del suo popolo che però merita una doverosa riscoperta – in particolare per le nuove generazioni - vista la drammatica attualità della denuncia della Serao, praticamente ad un secolo di distanza: “Questo ventre di Napoli, se non lo conosce il governo, chi lo deve conoscere? A che sono buoni tutti questi impiegati alti e bassi, questo immenso ingranaggio burocratico che ci costa tanto?” D’altronde, nessuno come Matilde Serao, neanche in tempi moderni, ha saputo sagacemente, tristemente ma anche magnificamente ritrarre i dolori della sua amata città, analizzando al contempo sia la storia che la problematica antropologica di una metropoli in cui la colpa è sempre equamente divisa tra le autorità politiche ed istituzionali e la malavita.

Per quanto riguarda invece l’opera teatrale, divisa appunto in tre sezioni, il 18 gennaio ha debuttato la prima rappresentazione del ciclo: Serao, un testo sulla vita della scrittrice, realizzato da Maricla Boggio, che racconterà la sua tenacia, la sua forza e soprattutto il suo coraggio visionario, con la diligente ed elegante regia di Fortunato Calvino e le magnifiche interpretazioni di Chiara Baffi, Emanuele D’Errico e Dario Rea, in scena fino al 28 gennaio.

Il ventre di Napoli – prima parte, è la seconda rappresentazione: un monologo che sarà rappresentato dal 15 al 25 febbraio, diretto da Fausto Nicolini, ancora interpretato dalla bravissima Chiara Baffi, musicato dal vivo dalle struggenti note del M.ro Federico Odling e con scene e costumi a cura degli allievi della Cattedra di Scenografia del Prof. Luigi Ferrigno e della Cattedra di Costume per lo spettacolo della Prof.ssa Zaira de Vincentiis, dell’Accademia di belle Arti di Napoli. “La Serao – come ci esplica il regista Fausto Nicolini – con il fiuto e soprattutto l’impeto declamatorio ma anche talvolta imperfetto di una veterana di redazione, espone la sua invettiva in pubblico ai clienti di un Caffè (ed al pubblico in sala) con il sottofondo delle note musicali di un posteggiatore dell’epoca, che ne sottolinea carezze, sciabolate, ricami e picconate.”

La terza ed ultima rappresentazione sarà, invece, la seconda parte de Il ventre di Napoli, che vedrà Chiara Baffi interpretare ancora in scena la Serao dall’8 al 18 marzo, questa volta diretta da Alberto Massarese. “L’allestimento – come dice lo stesso Alberto Massarese, regista teatrale che ha alle spalle anche una grande esperienza cinematografica - si muove su di un doppio piano narrativo: il primo è basato sulla presenza fisica di un attore narrante, il secondo invece è dato da una sequenza di immagini che rileggono il testo rivisitando, oggi, i luoghi descritti dall’autrice.”Il terzultimo Spettacolo sarà, quindi, un art project che, grazie ad un interessantissimo mix di installazioni artistiche audiovisive e teatro classico - con una stupenda attualizzazione del testo del romanzo e con magnifiche sequenze d’immagini tipiche del linguaggio cinematografico - pone un ineluttabile punto interrogativo sull’attualità della denuncia della Serao sulla drammatica situazione della sua tanto amata Napoli.