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Elezioni in vista: una manna scende dal cielo per l'economia locale?

Scritto da Mariano D'Antonio Il . Inserito in Il Palazzo

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Non c'è tonico migliore delle elezioni politiche per rianimare l'economia di una regione povera come la Campania. In vista della prova elettorale, infatti, le istituzioni si danno da fare per pompare ossigeno a famiglie e imprese, soprattutto a disoccupati e povera gente ma pure a giovani che cercano un lavoro e che quando lo trovano o se l'inventano guadagnano pochi soldi e per pochi mesi all'anno.

Il quadro delle promesse e delle aspettative per i cittadini è particolarmente allettante, specie per quanti vivono in Campania. Tanto allettante da far gridare al miracolo se fossero ammessi i miracoli in una materia così profana qual è la circolazione dei quattrini e la loro distribuzione tra opere pubbliche, stipendi, investimenti e quant'altro di benefico si prospetta alla popolazione.

Sfogliando comunicati stampa e assistendo a tavole rotonde, comizi e comparsate dei politici locali, mi sono trovato quasi sepolto, semiaffogato da una valanga di stanziamenti, risorse, provvedimenti che fanno capo direttamente o di traverso alla Regione Campania. Più asciutti sono invece i messaggi che vengono da altri enti pubblici, ad esempio dal Comune di Napoli che invece è alle prese con difficoltà finanziarie e con la Corte dei Conti la quale minaccia continuamente procedure di commissariamento a causa di tetti di spesa insoddisfatti. L'inerzia e il silenzio del sindaco di Napoli De Magistris in materia di nuovi finanziamenti e grandi lavori pubblici sono perciò comprensibili se non giustificati.

La Regione Campania invece, per iniziativa e per voce del suo instancabile presidente della giunta Vincenzo De Luca e di qualche solerte assessore, annuncia in questi giorni che:

- sono in vista alcune migliaia di nuovi posti di lavoro nell'amministrazione regionale, nei servizi sanitari e in altri uffici pubblici;

- il Reddito di inclusione (REI) destinato alle famiglie povere ognuna delle quali potrebbe percepire al più quasi 500 euro al mese e sarà gestito dall'Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), registra in Campania un record di domande, promosse anche dall'assessore al lavoro Sonia Palmieri, che fanno ben sperare nell'erogazione del sussidio di povertà lungo tutto quest'anno;

- i giochi delle Universiadi (Olimpiadi degli studenti universitari), che si avvieranno in Campania nell'estate del 2019, saranno finalmente governati da un commissario, il prefetto Luisa Latella, che avrà pieni poteri nelle procedure di appalto per le opere pubbliche necessarie e per il fantasioso villaggio degli atleti provenienti da ogni parte del mondo, fantasioso perché sarà per lo più un villaggio galleggiante su grandi navi ancorate al porto di Napoli;

- la Regione Campania ha predisposto un impegnativo piano per il trasporto pubblico locale che è già partito e porterà a spendere ben 6 miliardi di euro;

- a febbraio sarà finalmente varata la Zona economica speciale (ZES) che delimiterà l'area del porto di Napoli in cui si localizzeranno le imprese per la trasformazione di manufatti da esportare all'estero, imprese che godranno di attraenti benefici finanziari e fiscali;

- e infine, soprattutto, la Campania è una delle 8 regioni del Mezzogiorno che sarà interessata dal megaprogetto intitolato "Resto al Sud", voluto e fatto approvare dal ministro Claudio De Vincenti, che prevede prestiti agevolati e contributi a fondo perduto per le imprese avviate da giovani tra 18 e 35 anni, stanziamento complessivo pari a 1 miliardo e 250 miliioni di euro.

A quest'elenco di iniziative che sono quasi l'annuncio di una manna benefica prossima a cadere dal cielo per dare ristoro e impulso alle attività economiche della Campania, un osservatore benevolo ma esigente quale ahimè io sono, vengono in mente alcune domande.

La prima domanda è: quale sarà l'impatto complessivo di queste iniziative ovvero progetti ovvero intenzioni, sull'economia locale? Esiste un osservatorio capace di segnalare eventuali ostacoli da rimuovere, colli di bottiglia da evitare, responsabilità di ritardi da superare, che non blocchino le cose?

E poi viene da chiedersi se le amministrazioni pubbliche responsabili delle misure indicate sono tutte adeguatamente organizzate, all'altezza dei compiti da adempiere. C'è da sperarlo ma non ne siamo sicuri.

Mariano D'Antonio, economista