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Obiettivo "Fare Cassa": la tassa sul turismo a Napoli

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Succede a Napoli

turistico

Andiamo per ordine. La tassa di soggiorno è stata introdotta in oltre 100 Comuni italiani; da Nord a Sud sono diverse le città che chiederanno un contributo ai turisti che alloggiano nelle strutture alberghiere e nei campeggi presenti sul loro territorio. Introdotta con la Legge sul Federalismo fiscale del 2011, la tassa di soggiorno è l’imposta che stabilita direttamente dal Comune di riferimento, il quale ne decide l’importo e le modalità di applicazione.
Ci sono delle città ad esempio dove questa si applica solamente per alcune categorie di alberghi, mentre in altre solo per i periodi di alta stagione. Non c’è alcun obbligo di applicazione; ogni Città è libera di decidere se far pagare ai propri turisti un contributo oppure no. E ovviamente Napoli, per incentivare il turismo che solo negli ultimi anni si sta timidamente riprendendo, cosa fa? La impone subito, per riempire quelle casse ormai vuote e perennemente a rischio dissesto finanziario.

Palazzo san Giacomo ha infatti stipulato accordi con le piattaforme online dove si prenotano le stanze, come ad esempio Airbnb. Obiettivo: racimolare "2 milioni di euro in più l'anno". Una cifra alla portata per il Comune che ha censito, come rivelato a dicembre da Repubblica, "oltre 4 mila appartamenti" destinati ai turisti. Il primo passo è compiuto. L'11 gennaio la giunta de Magistris ha approvato una delibera in giunta con cui si modifica il regolamento della tassa di soggiorno. Partendo dalla premessa che il Comune vuole "contrastare fenomeni di abusivismo ed evasione tributaria", la novità della delibera consiste nelle "locazioni brevi". Si tratta di "affittacamere, case e appartamenti per vacanze, appartamenti ammobiliati per uso turistico, bed & breakfast, istituti religiosi di ospitalità, agriturismi". Nella delibera si legge che "le locazioni brevi vanno equiparate alle strutture ricettive extra alberghiere e come tali sottoposte anch'esse agli obblighi relativi alla riscossione e al riversamento dell'imposta di soggiorno". In soldoni, dovranno versare 2 euro per ogni persona e per ogni pernottamento. Ad aprile 2017 una norma nazionale aveva già stabilito che "le strutture extra alberghiere sono tenute al pagamento dell'imposta di soggiorno".

Ma, spiega a Repubblica l'assessore al Bilancio Enrico Panini, "in questi mesi abbiamo notato che non c'è proporzione tra l'offerta sempre più in aumento di locazioni brevi e le somme che incassiamo. Questa delibera allora ci consente di attivare intese con le piattaforme online per il prelievo diretto. Vuol dire che saranno i portali su internet dove si effettuano le prenotazioni a trattenere l'imposta e a riversarla a noi ogni 15 giorni. Abbiamo già avuto contatti con Airbnb che è disponibile. Stimiamo un introito di 2 milioni". Che impatto avrà sul turismo tutto questo? Fino ad ora Napoli è stata meta attrattiva per i turisti proprio in virtù dei costi molto bassi, ma con l'introduzione di questa tassa si rischia un rialzo dei prezzi non indifferente. Che sia proprio questa la strada giusta per inghiottire nuove entrate?