fbpx

Intervista a Gioacchino Alfano: il Ministero della Difesa per lo sviluppo di Napoli

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Il Palazzo

gioacchino Alfano

Gioacchino Alfano, sottosegretario alla difesa per tutta la XVII legislatura, parlamentare dal 2001, oggi è il candidato del centro sinistra nel collegio senatoriale di Ponticelli e dell’Arenella.

Abbiamo discusso del futuro ruolo dell’Esercito nello sviluppo delle città e di Napoli, il suo collegio e la nostra città.

Come è cambiato il ministero della difesa in questi anni?

Nei cinque anni che ci lasciamo alle spalle, sotto la guida del Ministro Roberta Pinotti, è cambiato radicalmente il rapporto tra l’esercito e gli italiani in molti ambiti (basti pensare alla centralità della Marina nella gestione dell’immigrazione nel Mediterraneo), io ho seguito con attenzione la gestione del patrimonio del ministero. I militari italiani già da tempo, in particolare con il piano del Ministro Di Paola, sono in calo, poiché è sempre più evidente che, in vista della costruzione di un esercito europeo, il ruolo degli armamenti sta diventando sempre più importante rispetto al numero di effettivi. Questo significa, in parole povere, che tanti spazi usati dall’esercito ora sono diventati superflui.
In una prima fase abbiamo cominciato a condividere gli uffici delle nostre forze con i corpi dello Stato (Guardia di Finanza, Polizia e Vigili del Fuoco) che erano costretti a ricorrere al fitto di immobili per le proprie esigenze. In una seconda fase abbiamo cominciato ad aprire i nostri spazi ad opere sociali, come la palestra di Maddaloni, per noi lo sport ed il III settore sono un sinonimo di sicurezza, poiché combattono l’esclusione sociale.

Quali sono gli spazi che verranno “restituiti” alla nostra città?

Napoli è al centro del discorso che facevamo, il nostro primo aiuto alla città è andato alle Universiadi. Per quest’ultime non solo abbiamo messo a disposizione le nostre foresterie ma anche le nostre palestre ed i nostri campi sportivi, in primis l’Albricci (lo stadio militare dell’Arenaccia), per le universiadi del prossimo anno. È un evento a cui tengo personalmente e che rientra nel discorso di una riqualificazione degli impianti sportivi, tesa a renderli accessibili, a prezzi modici, a fette sempre più larghe della popolazione.

Ma abbiamo collaborato anche con la costruzione di una Napoli pronta a raccogliere le sfide del turismo, stiamo lavorando, in vista dell’arrivo della metropolitana all’aeroporto, per ridurre la nostra presenza nell’aeroporto civile per consentirne l’ulteriore ampliamento e successo.

Consentimi però una digressione sulla riqualificazione del nostro patrimonio, in questi anni abbiamo anche messo al centro l’impatto energetico: l’accademia di

Pozzuoli è diventata autosufficiente, così come le nostre navi ormai sono in larga parte alimentate da biocarburanti.

Quali sono gli impegni per Napoli per la prossima legislatura?

Prima di tutto mi preme dire che sono molto orgoglioso di poter rappresentare i quartieri più periferici di Napoli in Parlamento, è dalle periferie che deve partire il rilancio di Napoli. Il mio rapporto con questa città è cominciato con l’università ma ha accompagnato tutto il mio impegno politico, il mio primo incarico in parlamentare fu quello di membro della commissione bilancio (quella in cui si fatica davvero!!!) e già allora seguii (unico membro campano) le difficoltà di una città che, per forza di cose, è tra le prime di Italia per lo squilibrio tra le entrate ed i servizi erogati. Inoltre, è da tempo che mi batto affinché la tangenziale diventi gratuita come nelle altre città, dobbiamo incentivarne l’utilizzo, per decongestionare la città, non renderla sempre più costosa!

Tuttavia, il mio impegno è quello di fare per Napoli quello che ho messo in campo al ministero della difesa, dobbiamo rimettere in moto gli spazi abbandonati di questa città ed affiancare allo sviluppo turistico la nascita di nuove imprese. Ad esempio, penso che sia doveroso concentrarsi non più solo su Bagnoli ma sul vero bacino di crisi di Napoli, l’area est con le troppe fabbriche ormai in disuso.