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GE.VI. Cuore Napoli Basket: disfatta totale

Scritto da Andrea Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

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La trasferta di Roma ha chiuso ogni residua speranza di playout: la retrocessione diretta è quasi una certezza. Mancano programmazione, ma soprattutto sponsor e strutture.

La Virtus Roma strapazza una Cuore Napoli Basket che non è entrata mai in partita. Quella che alla vigilia è stata presentata come la partita della vita, l’ultima speranza per salvare una stagione sciagurata non è stata mai giocata. In campo sono andati i “gemelli scarsi” dei ragazzi che nonostante le ultime sconfitte avevano dato tutto sul parquet. Domenica è stata un’agonia lunga 40 minuti, non si è mai avuto un segnale di ripresa o rimonta. Una squadra senza carattere, uno zerbino. Arrivati a questo punto urge un quadro generale della situazione. Come si è arrivato allo strazio di domenica? Essenzialmente la risposta può essere sviluppata in tre livelli: Programmazione, sponsor e strutture.

La programmazione è la base per poter fare sport, qualsiasi sport. Soprattutto nel basket dove girano pochi soldi. Esempio di come la programmazione è fondamentale può darcelo la Leonessa Brescia. La squadra lombarda passo dopo passo ha creato una squadra forte, che quest’anno è prima in classifica nella massima serie ed ha

perso la Coppa Italia solo in finale contro la Fiat Torino. Per programmare serve esperienza e competenza. Questa società è molto giovane, sia in campo che dietro la scrivania. La gioventù non è sinonimo di impreparazione, ma va supportata da esponenti maturi e navigati. Il così detto “giusto MIX” tra giovani ed esperti è mancato clamorosamente quest’anno.

Gli Sponsor sono una vera e propria croce. Se è vero che senza soldi non si cantano messe, è anche vero che una squadra/società che approdava in serie A2 col vento in poppa reduce da una stagione vincente non è stata in grado di trovare sponsor affidabili. L’imprenditoria partenopea è quasi “impaurita” di fronte all’idea di investire nel basket. I tempi delle maglie brandizzate NIKE con CARPISA in bella vista sul petto sono lontani anni luce. Purtroppo c’è anche da dire che la collaborazione con una società ormai di livello nazionale come GIVOVA non ha mai portato alla commercializzazione di maglie o gudget della squadra. Sviluppare politiche di merchandising è l’ABC per ogni realtà sportiva.

Le strutture e la loro fatiscenza sono il problema principale. In tutto il panorama regionale mancano le strutture. Il PalaArgento è un rudere abbandonato al suo destino da quasi 30 anni ormai. Qualsiasi realtà sportiva senza strutture dove appoggiarsi e fare affidamento parte con un fortissimo handicap. Sviluppare un discorso basato

sugli “immobili” è fondamentale anche in ottica “giovani”. Avere una palestra propria dove far allenare i ragazzini prima e la prima squadra dopo permette la crescita delle giovanili e l’affiatamento tra la prima squadra. Fare affidamento su un palazzetto che è uno zombie, affidato a persone che non riescono a far fronte ai problemi dell’infrastruttura complica maledettamente le cose.

Questi tre steps appena sviluppati sono collegati uno con l’altro, come una catena. Senza strutture non si può programmare, senza sponsor non si possono costruire o riparare strutture. Con tutti questi problemi il miracolo può avvenire una volta, ma non tutti gli anni.

#ITSNOTLUCK

FOTO VENOSA