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Le elezioni e il “vuoto” di Politica da colmare

Scritto da Osvaldo Cammarota Il . Inserito in Il Palazzo

elezioni 4 marzo

A pochi giorni dal voto la priorità è contrastare la destra demagogica e la vacuità del M5S. Il prevalere di queste forze può oggettivamente compromettere i delicati equilibri della finanza pubblica, può risvegliare l’aggressività dei mercati finanziari, con conseguenze imprevedibili sulla spesa sociale. Non è uno “spauracchio”, è un rischio concreto.

Credo che sia superfluo per i lettori di QdN elencare i meriti del Governo Gentiloni, penso, piuttosto, che sia utile socializzare qualche spunto per dialogare con i numerosi elettori indecisi o orientati al “non voto”. Sappiamo che sono delusi dal PD, ma sappiamo anche di poter parlare alla loro coscienza democratica. E bisogna farlo.

Chi sono i delusi? E perché lo sono? Non c’è un'unica ragione e non tutti sono delusi per lo stesso motivo. Possiamo tuttavia ragionare sulle criticità che più capita di ascoltare:

- L’incapacità del PD a “costruire coesione” nel campo del centrosinistra;
- La povertà di vita democratica nel Partito che dovrebbe eccellere per questo;
- La sensazione di endorsement, più con gli avversari che con forze culturalmente vicine;

Si potrebbe continuare, ma già queste criticità rivelano alcuni importanti motivi del progressivo declino di consensi che il PD sta registrando da qualche tempo. Se a questo si aggiunge la scelta di proporre candidature molto deboli in taluni territori e l’iper protezione per un numero ristretto di candidati, si capiscono ancora meglio i motivi di disagio espresso da un elettorato potenzialmente vicino alle idee del PD.

Queste elezioni passeranno presto e, presto, ce ne saranno altre. Di nuovo per il Parlamento nazionale? Forse sì, ma di certo per l’Europa, per le Regioni, per i Comuni.

Quel che più disorienta è l’assenza di Politica. Gli altri partiti possono permettersi il lusso di fare rappresentazioni spettacolari e demagogiche, hanno comici e venditori di fumo che conoscono questo mestiere più di chiunque altro.

Dal Partito Democratico il “popolo del centrosinistra” si aspetta più serietà; più capacità di fare rappresentanza efficace; più intelligenza con gli amici, piuttosto che con gli avversari, … meno leaderismo dirigista e più capacità di governo dei problemi, delle contraddizioni, delle diseguaglianze e delle ingiustizie inedite che le persone vivono sulla propria pelle.

Certo, non sono questioni che si risolvono nei pochi giorni che ci separano dal voto, ma bisogna riconoscere nello “stile Gentiloni” il modo e la Politica per affrontarli. Pacatezza, confronto, inclusività, concentrazione sui problemi, strategie di breve, medio e lungo periodo, … mi sembrano queste le caratteristiche da sviluppare per accompagnare l’Italia fuori dalla difficile condizione in cui si trova da troppi anni. A Napoli e in Campania, poi, questo mi sembra particolarmente utile e urgente.

C’è traccia di comportamenti simili in altre formazioni politiche? Francamente non le vedo o, se ci sono, non hanno ancora dato prove concrete di affidabilità.

È vero che nel PD si registrano comportamenti contraddittori rispetto ai suoi stessi princìpi fondativi, ma dubito che il suo indebolimento possa giovare alla prospettiva di costruire un più capace ed efficace Centrosinistra di governo.

Verso questo orizzonte mi sento di invitare gli elettori a “navigare”, … pur nella turbolenza.