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Intervista ad Antonio Marciano

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Il Palazzo

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Questa settimana abbiamo avuto la possibilità di porre alcune domande ad Antonio Marciano candidato del PD all’uninominale del collegio della zona occidentale di Napoli.
Attraverso le sue parole è possibile cogliere il filo conduttore del suo impegno elettorale che ha alle spalle l’esperienza in Regione e tende, in prospettiva, all’elezione al Senato della Repubblica.

Antonio Marciano, Lei è candidato al Senato nel collegio di Napoli occidentale, quali sono le sue proposte per questa difficile campagna elettorale?
Il collegio nel quale sono candidato è una parte rilevante della città di Napoli. Dai quartieri dell’area ovest Fuorigrotta, Soccavo, Bagnoli, Pianura, passando per Chiaia, Posillipo, San Ferdinando; procedendo al cuore antico dei quartieri Avvocata, Montecalvario, Stella, San Lorenzo, Pendino, Mercato, San Giuseppe, Porto fino ad arrivare nell’area nord a Chiaiano. Stiamo parlando di un territorio enorme, molto eterogeneo, per caratteristiche, bellezza ma soprattutto per criticità. Ho fatto in modo che il mio comitato elettorale non avesse un’unica sede ma, attraverso la rete dei circoli PD distribuiti in città, fosse quanto più prossimo alle persone, per ascoltarne i bisogni e dare voce soprattutto a chi in questi anni di crisi è rimasto indietro. Stiamo raccontando ciò che le politiche nazionali e regionali hanno prodotto in questi anni, e mi riferisco ad esempio alle misure di Resto al Sud, della Banca delle Terre Incolte, del bonus cultura 18app, del REI (Reddito di inclusione) o alle misure proprie della Regione Campania come quelle denominate sotto la voce Primavera del Welfare, analizzando punto per punto le cose concrete che abbiamo fatto e quelle che vogliamo fare. Vogliamo ripartire dai giovani, investire in start up innovative, su l’industria di qualità a partire dall’aerospazio e dalla microelettronica, migliorare ed integrare la rete dell’accoglienza turistica, investire sulle infrastrutture immateriali.

È al secondo mandato come consigliere regionale, cosa porterà di questa esperienza in parlamento? E perché ha scelto di candidarsi al Senato?
Non ci si improvvisa Amministratori della cosa pubblica. La mia esperienza politica arriva da lontano, da quando studente partecipavo alla costituzione dell’Associazione degli studenti napoletani contro la camorra. In questi anni ho sempre lavorato con serietà e costanza, nel rispetto del mandato affidatomi. Non nascondo la mia soddisfazione per alcuni provvedimenti in Regione Campania di cui sono stato promotore, quali la legge su mobbing, le borse di studio per i figli delle vittime innocenti morte sul lavoro, il sostegno ai giovani professionisti per avviare e rafforzare le proprie attività, la proposta di un sostegno socio educativo per i figli di vittime di reati intenzionali violenti, la legge a sostegno dell’impresa sociale e cooperativa.

Sebbene la nuova legge elettorale abbia ridefinito i collegi di Senato e Camera, il Senato è stato concepito dalla nostra Costituzione come organo rappresentativo proprio delle regioni. Io mi sento e sono espressione di questo territorio, voglio portare Napoli tra le priorità dell’agenda di governo, Napoli al primo posto.

Lei è stato relatore della legge sul mobbing, cosa bisogna fare per rendere sempre più efficaci le politiche in difesa dei lavoratori, e in cosa ha aiutato la sua legge?
La Campania ha scelto con questa legge di fare un grande passo di civiltà. È una delle poche Regioni che si è dotata di uno strumento legislativo per contrastare i fenomeni di disagio lavorativo. Nella redazione della norma è apparso sin da subito un problema legato alla mancanza di dati e ricerche approfondite su tale fenomeno. Ancora oggi ci sono lavoratori che hanno paura di denunciare e far sentire la propria voce. Questa legge ha avuto il merito di aver acceso i riflettori su tali fenomeni, grazie anche all’istituzione di un Osservatorio Regionale sul mobbing e del disagio lavorativo. L’Osservatorio, a cui è stata affidata una dotazione economica di 200mila euro, avrà il compito di supportare le strutture amministrative regionali competenti in materia di sanità, lavoro e politiche sociali, svilupperà campagne di informazione, programmi di sensibilizzazione di contrasto al mobbing, sistemi di monitoraggio del fenomeno e avvierà protocolli sperimentali di benessere organizzativo nelle aziende.

PD e Napoli: un rapporto difficile da diverso tempo, come sconfiggerete le destre in questa città divisa tra estremisti di ogni sorta?
Il PD deve recuperare orgoglio e funzione. Siamo la forza politica che in questi anni ha messo in campo importanti misure per Napoli e la Campania. Dobbiamo ritornare a parlare con la gente, tra la gente. Il nostro avversario più difficile è l’astensione. Dobbiamo infondere nuova fiducia alle persone e far comprendere che il destino del Paese intero è intrecciato al destino del nostro partito. L’alternativa è da una parte il ritorno delle destre, verso un passato buio, dall’altra corriamo il rischio di affidare il Paese all’incompetenza e alle irresponsabilità di movimenti populisti. Non c’è alternativa alla forza che rappresenta il presente e il futuro del Paese. E questa forza è il Partito Democratico.