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Intervista a Nicola Marrazzo

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Il Palazzo

NICOLA MARRAZZO1

Questa settimana abbiamo avuto la possibilità di avere un colloquio con il candidato del PD all’uninominale del collegio di Casoria. Attraverso le sue parole è possibile cogliere il filo conduttore del suo impegno elettorale che ha alle spalle l’esperienza in Regione e soprattutto l’amore viscerale per la sua terra d’origine, una simbiosi che è stata la ragione - ed allo stesso tempo l’obiettivo – della sua candidatura al Parlamento.

Nicola, come nasce l’idea di candidarti per la prossima legislatura?
Ho deciso di candidarmi con la consapevolezza che sarà una legislatura densa e ricca di impegni e di iniziative. Anzi, ho scelto di farlo proprio per questo motivo: perché sento di voler lavorare per i miei concittadini, sento di voler portare a Roma le esigenze di un territorio di enormi potenzialità quale è Napoli e la sua provincia. Grazie alla nuova legge elettorale, che consente ad ogni territorio della penisola di eleggere un proprio rappresentante, sono convinto che le iniziative e le esigenze locali avranno maggiore visibilità, se supportate e messe in luce in Parlamento da persone oneste, competenti e determinate, come credo di essere.

Mi racconteresti il tuo primo successo politico, quello grazie al quale hai preso consapevolezza del tuo grande amore per questo lavoro così delicato e difficile?
La passione per la politica l'ho sempre avuta, fin da giovanissimo. Ed ho fatto molta gavetta per arrivare dove sono oggi. Più che il primo successo, preferisco raccontare il mio primo insuccesso alle elezioni regionali del 2000: una candidatura nata all'ultimo minuto, una campagna elettorale tutta di corsa e carica di entusiasmo e allegria. Finì male perché persi per meno di 60 voti, ma è stato l'inizio di tutto. L'avventura di queste settimane mi ricorda molto quella campagna elettorale, vedo tanto trasporto attorno a me, perché vengo riconosciuto come l'unico candidato realmente legato al territorio. Con una differenza, spero: questa volta non perderò.

Parliamo del territorio nel quale sei candidato, la tua terra natale. Cos’hai fatto di concreto in questi anni per “Napoli Nord”?
Mi preme ricordare due interventi, poco “rumorosi”, ma di sostanza (d'altronde, il risanamento di un paese non avviene a botte di slogan chiassosi, ma si costruisce minuziosamente e faticosamente, tassello dopo tassello): l'inserimento di Arzano, Casavatore, Casoria, Frattamaggiore e Grumo Nevano nelle aree di Crisi Industriale Complessa, e la previsione che l'area ASI di Arzano venisse ricompresa nelle Zone Economiche Speciali. Entrambi i provvedimenti hanno avuto un impatto positivo sulla vita delle nostre imprese locali, e di conseguenza sulle persone. Hanno provocato la semplificazione dell'apparato burocratico, e un alleggerimento fiscale. Soltanto con la ripresa dello sviluppo economico può avvenire un vero risanamento per la nostra area territoriale, sottraendola al mercato nero e dell'illegalità.

Perché nella circoscrizione nella quale sei candidato dovresti vincere tu e non i tuoi avversari?
Basta leggere i loro nomi e la loro storia, personale e politica. Spadafora, del M5S, è stato per anni impegnato in incarichi che l'hanno tenuto lontano dal territorio regionale e nazionale. Si è trasferito a Roma quand’era ancora molto giovane e, del nostro hinterland, conosce ben poco. Scancariello, invece, ha un profilo troppo radicale, venendo dalle fila della destra più estrema. Ora che ci penso, Scancariello forse rappresenta proprio l'essenza di questa destra, che si presenta con la faccia di Berlusconi che tranquillizza i moderati, ma che ha in sé ha elementi sovversivi, anti-meridionali e anti-europeisti, come la Lega di Salvini.

Cosa ti prometti di fare per il territorio della provincia di Napoli, una volta eletto? Quale sarebbe la priorità assoluta e più impellente del tuo programma politico?
La priorità è il lavoro. E, per crearlo, non servono chiacchiere ma interventi seri e precisi che rendano conveniente per un imprenditore investire qui. Gli interventi che citavo prima compiuti a livello regionale sono fondamentali per questo e ce ne accorgeremo tutti quando i loro effetti cominceranno ad essere visibili. Lo stesso vale per misure nazionali come Resto al Sud, che a breve inizierà ad elargire i primi finanziamenti ai giovani imprenditori che investano qui, o la decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato. Bisogna continuare su questa strada, perché è quella giusta, ed anzi osare di più. Il Sud non si riprenderà con sussidi regalati per non far nulla, come promettono i 5 stelle, ma con un progetto serio di sviluppo.