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La vicenda Fnac Italia – Parte III: quale futuro per lo store di Napoli?

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Port'Alba

2013.07.18 - La vicenda Fnac Italia 3

Lunedì 15 luglio la Fnac di Napoli, e con essa le altre sedi sparse sul territorio nazionale (Torino, Milano, Genova, Verona) hanno riaperto i battenti. Prima ancora che la saracinesca che affaccia su via Luca Giordano si rialzasse dopo 50 giorni di triste immobilità, una folla di curiosi si era radunata fuori al magazzino, e alle 9.30 in punto, orario previsto d’apertura, è scattato un applauso quasi liberatorio. Il Vomero, già traumatizzato dalla chiusura della storica libreria Guida, e profondamente ferito nel suo tessuto commerciale da una crisi economica che sembra non avere fine, ha accolto con un sospiro di sollievo la mancata chiusura di quel che è ormai, da dieci anni a questa parte, un centro d’aggregazione più che un semplice negozio.

Nonostante le incertezze della vigilia, entrando tutto appare come due mesi fa: il reparto elettronica (computer, televisori, macchine fotografiche) ed il bar occupano il piano terra, mentre libri, dischi e film affollano gli scaffali del piano interrato. La cessione da parte del gruppo Kering al fondo liquidatore Orlando Management Italy, la successiva cessione a DPS Group, la cassa integrazione di metà dei dipendenti sembrano, guardando il megastore napoletano, argomenti lontanissimi, forse mai esistiti. Ma scrutando con più attenzione, e soprattutto informandosi a dovere, si capisce come tutto sembra uguale, ma non è uguale.

A seguito della riunione che si è tenuta lo scorso venerdì 12 luglio fra i sindacati CIGL e UIL e il management della DPS, neo-proprietaria di Fnac, siamo in grado di fornire qualche dettaglio in più sull’attuale situazione dello store napoletano e su cosa succederà nei prossimi mesi.

La sorpresa più grande per tutti i frequentatori del negozio è stata certamente trovare il reparto editoriale fornito come sempre. Merito della Mondadori che, prima ancora di firmare il contratto per la fornitura dei libri, lo ha de facto posto in essere rifornendo di volumi il piano inferiore. L’accordo Mondadori-DPS, in forse fino all’ultimo giorno prima della riapertura, sembra dunque cosa fatta. Dubbi erano poi stati espressi sul destino della vendita di CD e film, settori di cui non si occupa né Trony (alias DPS Group), né Mondadori. Per ora, un refill di prodotti è stato effettuato dalla M.T. Distribution, azienda italiana leader nel settore dell’home entertainment. Sia sul reparto dischi e film, sia sul reparto editoriale, manca però personale qualificato, in quanto circa metà dei dipendenti della filiale di Napoli sono ancora in cassa integrazione. Ciò inficia ovviamente sulla qualità del servizio erogato all’utenza.

La questione occupazionale resta il nodo centrale della trattativa tra DPS e i sindacati. Obiettivo di questi ultimi è far rientrare quanto prima a lavoro tutte le unità in forza a Fnac prima della crisi. La DPS, però, prende tempo, e annuncia che da settembre la cassa integrazione a zero ore per circa metà dei dipendenti diverrà cassa integrazione a rotazione. Non è chiaro però se i dipendenti ora a casa sostituiranno i loro colleghi attualmente al lavoro. La domanda sorge dunque spontanea: con chi si alterneranno?

Al netto di queste zone d’ombra, i sindacati restano ottimisti sulle prospettive di reinserimento di tutto il personale. DPS mostra disponibilità e volontà di dialogo verso la questione occupazionale. C’è del resto la volontà di lavorare presto e bene per recuperare tutta la clientela storica di Fnac, non replicando quindi l’esperienza Trony, in quanto diversificare il proprio portafogli di clientela resta la priorità della DPS. Perciò, è prevista in tempi brevi la riattivazione della tessera a punti, così come del servizio biglietteria per concerti e grandi eventi. Dubbi permangono sull’organizzazione dello Spazio Eventi, in attesa che venga definito l’accordo con Mondadori. Infatti, com’è stato ricordato nella seconda parte della nostra inchiesta su Fnac Italia, sarà la casa editrice lombarda ad occuparsi, con tutta probabilità, del calendario degli eventi culturali. Nulla è invece mutato per il servizio bar, affidato come prima ad una società, la quale è presente anche nel punto bar di un altro megastore vomerese, lo spagnolo Zara. E’ cambiato invece l’orario di apertura. Dimenticate acquisti dell’ultimo minuto in tarda sera: Fnac chiuderà alle ore 20 invece che alle 21. E’ questa una misura definitiva, che però non esclude eventuali prolungamenti di orario in periodi di picchi straordinari di vendite, come ad esempio sotto Natale.

Nei primi giorni d’apertura, il personale “storico” Fnac è stato affiancato da dirigenti Trony, presenti per ricevere feedback sia dai dipendenti quanto dai clienti. Secondo quanto le nostre fonti interne ci riferiscono, il management DPS si è dato qualche mese di tempo per capire l’andazzo di tutti i reparti (libri, dischi, film) che non rappresentano il core business Trony, così da prender poi decisioni mirate per quanto concerne il numero della forza lavoro necessaria. L’ardore dei napoletani li ha però travolti: è bastato fare un giro nel megastore il primo giorno di (ri)apertura per capire quanto al Vomero ci sia “fame” di prodotti culturali. Questo entusiasmo della clientela ha evidenziato come Fnac non si possa avvalere di venditori preparati solo per l’elettronica, ma che davanti ad una clientela esigente sia necessario anche personale specificamente formato per quanto riguarda il settore editoriale, il settore musicale e quello dei film.

Del resto, bisogna contestualizzare. Il management Trony ed i dipendenti Fnac hanno storie lavorative molto diverse alle spalle. Questo periodo di affiancamento, in attesa di comprendere le prospettive future del negozio, sarà utile per entrambi. Ai primi servirà tempo per comprendere le logiche di un negozio che non è solo un rivenditore di oggetti, ma anche un centro culturale. I dipendenti Fnac dovranno invece imparare un nuovo modo di lavorare, quello del management Trony, che è molto più semplice e diretto, figlio dell’esperienza di chi gestisce una catena imponente di megastore sparsi in ogni angolo d’Italia.

In ogni caso, c’è la volontà di collaborare e di puntare al rilancio di un marchio che è ormai familiare a milioni di italiani. Per come la vicenda Fnac Italia era cominciata, questa è già una buona notizia.  

 

La vicenda Fnac Italia, puntate precedenti:

  • Parte I – Il quadro nazionale (LINK)
  • Parte II – Il caso napoletano (LINK)
  • Cala il sipario su Fnac Italia, al Vomero sbarca Trony (LINK)

 

Per ulteriori informazioni sulla vicenda Fnac:

  • Sito ufficiale Fnac Italia (LINK)
  • Fnac su Wikipedia (LINK)
  • Pagina Facebook del comitato “Salviamo Fnac” (LINK)
  • Petizione "Salviamo il Forum Fnac" (LINK)
  • Articolo de “Il Becco” a cura di Daniele Quatrano, consigliere presso la Municipalità V (Vomero-Arenella) (LINK)
  • Articolo di “Schermaglie”, testata online di cinema e spettacoli (LINK)