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Le vittorie non danno diritti ma le sconfitte sì, che si investa su una nuova classe dirigente composta da giovani uomini e donne

Scritto da Daniele Simonetti Il . Inserito in Vac 'e Press

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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del Segretario dei GD di San Giovanni a Teduccio Daniele Simonetti.

Ricchi e poveri, centro e periferie, quartieri borghesi e aree popolari. L’exploit dei Cinque Stelle a Napoli va oltre gli steccati azzerando idealmente le distanze tra le due città che da secoli convivono sotto lo stesso cielo. É un voto trasversale, animato da voglia di cambiamento che si è saldata con il malessere sociale, la rabbia ed il malcontento, sentimenti che da tempo i partiti tradizionali non riescono più ad intercettare, e a cui non sanno dare risposte. Quando quello spazio viene lasciato libero, estremisti e populisti avanzano. All’ombra del Vesuvio più di un cittadino su due ha messo la croce sui Cinque Stelle, ovvero: al Senato il 50.96% percentuale che alla Camera sale al 52.44%. Forza Italia prova a difendersi raggiungendo alla Camera il 16.41% e al Senato 17.36%. Paradossalmente cresce proprio la Lega, che nella capitale del Sud in cinque anni è passata da poco più di 600 preferenze ad oltre le 11mila. La sensazione di rabbia e malessere non ha risparmiato nessuna zona, neanche la zona Est, raggiungendo nel quartiere di Barra la bulgara percentuale del 64%, il 61% a San Giovanni a Teduccio e il 60% a Ponticelli.

Vedere queste percentuali in qualità di cittadino, militante e dirigente del Partito nella zona Orientale mi fa male, perché in questi anni nessuno, proprio nessuno è stato in grado di ascoltare la rabbia, la delusione e il malcontento dei cittadini. In questo clima che lasciava presagire una chiara sconfitta, noi Giovani Democratici, spinti dell’entusiasmo che dovrebbe animare ogni militante ci siamo impegnati, al centro come in periferia, prendendoci anche porte chiuse in faccia ma con la consapevolezza di aver cercato almeno noi il dialogo con i cittadini.

Le uniche eccezioni a questo monopolio pentastellato sono rappresentate da Paolo Siani e Marco Rossi-Doria raggiungendo entrambi una percentuale superiore al 21%, effettuando una campagna elettorale brillante. Marco Rossi-Doria è il chiaro esempio di come un candidato rappresentativo di un vasto mondo, coinvolgendo tanti giovani sia stato in grado di raggiungere questo risultato in quartiere storicamente difficile per la sinistra e soprattutto in così poco tempo. Partiamo da questo.

Lo dico a voce alta, il Partito Democratico a Napoli e nel Mezzogiorno si deve battere per tre punti di svolta, ovvero: imporsi e lottare per una maggiore equità, per la tutela dei luoghi di solidarietà come parrocchie, associazioni e tutto quello che concerne il terzo settore e soprattutto per un maggiore investimento di giovani uomini e donne che siano chiara espressione territoriale. Le vittorie non danno diritti, le sconfitte sì. Chi come la sinistra italiana, registra un tracollo delle dimensioni emerse domenica 4 marzo ha diritto ad una discussione reale. Per una volta abbandoniamo le logiche correntizie e torniamo a discutere, ascoltare e ad impegnarci per i problemi dei cittadini, magari tutti con un pizzico di umiltà in più.