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La (in)utile pausa delle Nazionali ci regala una grande verità: il Sarrismo ora è una realtà

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

insigne

Nessuno appena nato sa cosa vorrà fare da grande, quale sia la differenza tra il bene e il male o cosa gli altri si aspettano da lui in futuro. Lo stesso discorso potremmo farlo per la Nazionale attuale che sta nascendo dalle macerie della mancata qualificazione al prossimo Mondiale e che dovrà ritrovare se stessa con una programmazione degna di questo nome.
La strada sembra lunga e tortuosa e in effetti lo è se vediamo come la squadra ha affrontato le ultime due amichevoli (palesemente inutili e fastidiose in questo preciso momento della stagione),cioè con quel senso di paura e spaesatezza che ha contraddistinto anche la gestione Ventura. Per ora la confusione parte proprio dalla base e la mancanza di un allenatore definitivo e di una governance vera e propria di certo non aiutano. Ma invece di iniziarea darsi da fare, cercando un modo per ricostruire un movimento calcistico che attualmente sembra alla deriva, si prova a rattoppare la situazione affidandosi ai soliti volti noti che hanno contribuito alla recente disfatta, una cosa in pieno stile italiano verrebbe da dire. Ci si prova ad aggrappare ad un Candreva ormai in fase calante lasciando fuori un giovane talento come Chiesa, si affida la porta ancora a Buffon che è ormai al termine della sua brillante carriera.

Questa è la strada che vogliamo intraprendere? Una strada che porta dritti verso il baratro? Basti pensare che in ottica futura gli attuali componenti della Nazionale formerebbero la compagine più anziana e meno qualitativa di sempre della storia italiana. Apriamoci alle novità, diamo spazi ai giovani con qualità e voglia di fare ma soprattutto, e questo andrebbe fatto una volta per tutte, iniziamo a imparare dai nostri errori invece di ricometterli sempre anche peggio di prima. Un qualcosa il povero Di Biagio (sfido chiunque a volersi trovare adesso al suo posto) ha provato a farla in questo poco tempo a sua disposizione ma in maniera maldestra e poco lungimirante. Cercare di affidare la Nazionale a Insigne e Jorginho schierando un 4-3-3 del tutto innovativo per questa squadra difficilmente poteva portare grandi risultati nel breve periodo. Se poi l'intenzione e la speranza erano quelle di rivedere nella squadra 4 volte campione del mondo (è bene ricordarlo a noi stessi ogni tanto per ripartire e capire chi siamo) un piccolo Napoli, beh allora non abbiamo capito proprio niente. Il gioco che attualmente esprime il Napoli di Sarri è il frutto di un duro lavoro che viene svolto meticolosamente sul campo ogni giorno da ormai 3 anni e i giocatori partenopei (Insigne e Jorginho su tutti) riescono a trovare i propri compagni in mezzo al campo con facilità proprio grazie a questo. Le critiche che piovono da ogni parte ai calciatori napoletani sono,proprio alla luce di questo ragionamento,la cosa più ridicola e ignorante che possa esistere. Davvero credevate che due giocatori di quella qualità abituati a servire i compagni nello spazio dopo un grande movimento di quest'ultimi, potessero far cambiare passo ad una squadra composta da giocatori fermi e sfiduciati? Ragioniamo prima di parlare,cerchiamo vere soluzioni e non affidiamoci a idee campate in aria per poi criticarle in maniera del tutto ipocrita. Il Sarrismo esiste ed è una realtà ben radicata nel nostro calcio se si è provato ad ispirarsi ad esso per provare a far ripartire questa Nazionale ma di certo non è questo il modo di farlo ne sono questi gli interpreti giusti per attuarlo.

Un plauso infine va fatto al nostro Lorenzo Insigne che, in una partita di grande sacrificio difensivo e poca possibilità di inventare qualcosa li in attacco,si è caricato una squadra allo sbando sulle spalle e con grande freddezza e responsabilità ha deciso di calciare un rigore quasi a tempo scaduto nel grande Wembley davanti a 80.000 tifosi inglesi. Bene così Lorenzo,con quella stessa voglia di emergere e di essere leader torna ora qui a Napoli che c'è bisogno anche di te per continuare a sognare. Non badare alle critiche inutili ed ignoranti che molti "esperti" arroganti credono di poter fare senza guardare alla vera realtà dei fatti. La Nazionale è importante ed è un orgoglio e un privilegio indossare quella maglia e rappresentare la propria nazione anche se forse quest'ultima non ti merita,ma la tua vera Nazionale saremo noi Lorenzo,noi che ti amiamo e sosteniamo insieme ai tuoi veri compagni. Torna qui più convinto che mai e nessun obiettivo ci sarà precluso.