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"Qualcuno volò sul nido del cuculo", uno spettacolo di Alessandro Gassman

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Teatro

teatro

Dal 22 al 25 Marzo è tornato nelle sale del Teatro Bellini di Napoli l'acclamatissimo spettacolo di Alessandro Gassmann, "Qualcuno volò sul nido del cuculo", tratto dall'omonimo romanzo di Ken Kesey. Circa dieci anni dopo la pubblicazione del fortunato romanzo, Dale Wasserman ne realizzò un adattamento scenico, che costituì poi lo spunto per la realizzazione del famoso film di Forman, interpretato da Jack Nicholson.

E' ormai dal 2015 che l'opera di Wasswerman è tornata a conquistare il pubblico nei teatri italiani, rielaborato dal più attuale adattamento dello scrittore Maurizio de Giovanni. L'intera vicenda viene traslata in un contesto geografico e cronologico a noi più vicino, avendo essa luogo in un ospedale psichiatrico di Aversa, durante il periodo dei mondiali di calcio del 1982.

Il protagonista, Dario Danise (interpretato da Daniele Russo), diviene il fulcro dal quale si dipanano tutte le emozioni, le insicurezze, le smanie, le paturnie dei suoi compagni ricoverati nella struttura di sanità mentale.

I personaggi divengono così allegoria e al contempo metafora delle più oscure e nascoste pulsioni dell'essere umano; devono costantemente lottare contro le coercizioni fisiche e morali dell' Io Censore, Suor Lucia (Elisabetta Valgoi), la quale si presenta come la principale antagonista di Dario Danise, e degli altri pazienti, mostrandoci come noi stessi possiamo rappresentare il più grande ostacolo alla realizzazione dei nostri desideri, e quindi della nostra felicità.

La personalità travolgente e piena di vita di Dario, finirà per contagiare anche gli altri degenti, che riscopriranno la speranza di poter essere compresi, di non sentirsi sempre completamente inadeguati rispetto al mondo esteriore, di poter essere liberi.

Lo spettatore viene portato per mano attraverso il percorso interiore dello stesso protagonista, che attraverso amicizie, paure e desideri irrisolti, culminerà in un finale tragico che lascia senza parole chi ha fatto il tifo per lui fino alla fine. Finale tragico, che però non lascia l'amaro in bocca, perché infonde comunque una nota di speranza e giustizia.

 

"Il pazzo è un sognatore sveglio".
Sigmund Freud