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Napoli spaccata tra debito ingiusto e operazione verità

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Vac 'e Press

debito napoli

Cento passi, questa è la distanza che separa piazza Municipio da piazza Trieste e Trento. Due piazze storiche di Napoli che sabato 14 aprile sono diventate teatro di due manifestazioni contrapposte.
La prima è stata indetta dal sindaco di Napoli luigi de magistris che ha chiamato i cittadini partenopei a protestare contro il «#debitoingiusto» ereditato dai commissariamenti post-terremoto e all’emergenza rifiuti ,con relative sanzioni milionarie disposte dalla Corte dei Conti sia per la mancata iscrizione nel bilancio del 2016 del debito di 90 milioni contratto nel 1981 con il consorzio Cr8 sia per quello di all’incirca 60 milioni, relativo al commissariato per l’emergenza rifiuti contratto dieci anni fa. I tanti cittadini accorsi alla manifestazione organizzata da dema, probabilmente perché ancora fiduciosi in un sindaco che hanno votato per due mandati, sono stati accolti da una piazza municipio addobbata in maniera grottesca : due catene che dal balcone del piano nobile di Palazzo San Giacomo arrivano al palco, segnalato da una grande ampolla del sangue di San Gennaro fatta di palloncini colorati, bandiere e gadget vari. In piazza diversi assessori e consiglieri comunali, tra i quali Gabriele Mundo, che ha dotato i suoi supporter di cappellini rossi facilmente riconoscibili nella folla . Altre centinaia di persone nel corso dell'evento si sono riunite in corteo sotto le bandiere dell'Usb.. E poi anche associazioni civiche, movimenti, precari . Tutti compatti per la manifestazione 'No al debito ingiusto. Napoli Libera ‘. Nel suo intervento dal palco luigi de Magistris esordisce affermando : "E' la prima manifestazione contro il debito ingiusto in Italia. Con oggi siamo passati alla storia. Qualcuno ha provato a dividere la città, ma questa è una piazza di unità e di pace, una piazza che pone una questione che interessa l'intera collettività. Da qui parte un appello all'unità. La nostra non è una battaglia sul debito, ma una battaglia contro il debito ingiusto. Siamo arrivati alla vigilia di Pasqua - ha confessato - a un centimetro dalla liquidazione. Ci attaccano perchè non abbiamo privatizzato nulla, ma la nostra sete di giustizia è superiore alla loro cattiveria". A circa 400 metri di distanza da piazza Municipio e dalla manifestazione organizzata dal sindaco de Magistris per "liberare Napoli dai debiti ingiusti, in piazza Trieste e Trento, 50 associazioni cittadine riunite dall’avvocato brancaccio sotto la sigla " verità per Napoli" hanno organizzato una contro manifestazione a lla quale hanno aderito Lega e Pd, mentre Fratelli d’Italia la sua contro-manifestazione l’ha fatta a piazza Enrico Berlinguer. Si battaglia sui numeri del deficit comunale. Si chiede una operazione di verità sui conti del comune e sul debito pubblico che è raddoppiato rispetto al giorno in cui de Magistris ha varcato la porta di palazzo san Giacomo. Ma quando arrivano Forza Nuova e Casa pound, il PD lascia la piazza. “Una bella piazza, piena di associazioni, cittadini, persone pronte a dire la verità davanti allo scempio creato dall’amministrazione de Magistris - spiega in una nota il presidente dell’assemblea metropolitana del Pd Napoli, Tommaso Eteroclite - Una piazza giusta, ma che ha visto L’ arrivo di un gruppo che fa riferimento a Casa Pound a Napoli.

Come anticipato anche dalle associazioni che hanno organizzato un sit-in di contro informazione, questi gruppi sono e resteranno indesiderati da chi, come noi, ha una storia culturale e politica distante da loro. Come Partito Democratico, noi non possiamo condividere nemmeno un minuto con questi gruppi. Una bella iniziativa rovinata da provocatori in camicia nera. Saremo nuovamente in piazza e per le strade a denunciare il fallimento di questa giunta, ma mai con i neo-fascisti” . Insomma una guerra dei numeri in due piazze contrapposte. E mentre il comune di Napoli è ad un passo dalla liquidazione, da palazzo san Giacomo il sindaco rivela che in settimana sarà atteso a roma dal premier

Paolo Gentiloni da cui attende una risposta esaustiva e definitiva alla questione del debito storico in virtù degli impegni precisi assunti dal presidente del consiglio. De magistris , quindi, rimette la questione nelle mani del parlamento e del governo.