fbpx

L’area Ex Nato per uno sviluppo inclusivo. Territorio e Intelligenza le risorse da saldare.

Scritto da Osvaldo Cammarota Il . Inserito in Il Palazzo

nato

L’identità dell’Area Flegrea è disseminata da non luoghi anticipati dalla particella “ex”. Questo territorio, patrimonio mondiale, è rimasto sospeso, tra il non più del ‘900 e il non ancora moderno. L’area ex Nato ne è una delle testimonianze.

Questo spazio -di 211.000 mq, con 50 edifici per 56.000 mq coperti- è un punto di cerniera tra Napoli e Pozzuoli; è periferia di entrambi i Comuni e potrebbe essere un punto di saldatura della “città Flegrea” nella costituenda (quando ?) Città Metropolitana di Napoli.

Seppure così non fosse, ci piace esplorare la metafora della saldatura per ragionare sul futuro e sul destino del più ampio territorio flegreo e dei suoi 300.000 abitanti.

Cosa c’è da “saldare”? Come si può fare? Quale nuova identità per questo territorio?

Le fabbriche non ci sono più. Hanno portato benessere, cultura del lavoro, coscienza civile, ma hanno lasciato tracce profonde dei loro insediamenti. Molte sono le bonifiche da fare, molti sono i cittadini segnati da malattie generate da fattori inquinanti. Il territorio è stato usato, non è stato considerato come risorsa, ma solo come contenitore di attività che –col senno di poi- potevano essere allocate altrove.

Col senno di oggi, quale utilizzo si può fare di quel che resta? Come immaginare uno sviluppo sostenibile, durevole nel tempo e inclusivo per le comunità rimaste prive delle loro fonti di reddito e di lavoro? La “chiave” è concepire il territorio come risorsa.

Nel solco di queste riflessioni, da circa un anno, la 7° Commissione della X Municipalità ha avviato un percorso di analisi territoriale e di ascolto del territorio. Gli esiti di questo lavoro hanno portato a identificare i punti di forza su cui fare leva per ricercare soluzioni. (Si riporta di seguito una sintesi della Mozione )

I punti di forza coincidono con i punti di crisi: la natura sismica del territorio; l’essere la terra dei miti, ricca di un patrimonio che non produce benessere commisurato alla sua grandezza.

comun

 

Mozione per il riutilizzo dell’area ex NATO a fini di Bene Comune

Brevi stralci dal testo di 6 pag. approvato all’unanimità nella riunione del 16/4/18

Premessa
Nelle linee del Prg e del PUA … La X Municipalità ritiene che tali destinazioni d’uso debbano essere il più possibile radicate nell’identità territoriale e nei bisogni emergenti delle comunità residenti.

 
I BISOGNI RILEVATI    
 … I bisogni emergenti, caratteristici e identitari che il territorio esprime sono principalmente due: Protezione-prevenzione dal rischio sismico/vulcanico; Sviluppo produttivo e inclusione sociale.
Di non secondaria importanza è la domanda di standard di più elevata qualità nei servizi pubblici (Sicurezza, Formazione, Sanità, Inclusione sociale, …),

 
LE DESTINAZIONI RICHIESTE    
Centro integrato di Protezione civile e Prevenzione dei rischi
Scuola di alta formazione per il lavoro e l’impresa orientati all’inclusione lavorativa mediante la valorizzazione delle risorse endogene.
Compensazione del deficit di strutture socio-sanitarie. Ambiente di promozione del benessere.
Residenze temporanee come “luogo” di inclusione sociale.
Attività ricomprese nella mission della FBNAI. Destinazione diretta di spazi e attrezzatura.
 
GLI ATTORI, LE NORME E LE PROGRAMMAZIONI DI RIFERIMENTO     
Oltre la “filiera istituzionale” … Enti pubblici dotati di autonomia funzionale, … destinatari di programmazioni finanziarie (comunitarie, nazionali e regionali) relative ai loro settori di competenza.
… attori del settore privato e del privato-sociale, … soggetti economici e sociali la cui opera (nel terzo settore, nel privato-sociale e/o in attività produttive, commerciali e di servizi), può trovare intelligente combinazione nelle destinazioni d’uso ipotizzate.

 
LA STRATEGIA SUGGERITA PER LA FASE DI ATTUAZIONE    
… proseguire l’approccio partecipativo fin ora esercitato e definire una strategia unitaria e condivisa, … La condivisione della strategia nella filiera istituzionale, nel sistema pubblico e con gli attori economici e sociali, è, infatti, il modo più efficace per prevenire conflitti e favorire la cooperazione e la collaborazione tra essi, principale fattore di successo per produrre i risultati attesi.

 
CONCLUSIONI    
Un’esigenza primaria per le comunità residenti è vedere realizzati i buoni propositi contenuti in tutti i progetti che interessano il proprio territorio. … Decisiva sarà l’accurato esercizio della funzione di monitoraggio inteso come:
- valutazione ex ante della congruenza e sostenibilità dei progetti;
- verifica della affidabilità e competenza dei soggetti attuatori;
- verifica periodica sullo stato di avanzamento fisico, finanziario e procedurale dei progetti ammessi.

La sfida è di operare per tradurre i punti di crisi in opportunità di sviluppo.

Non è difficile ma richiede un notevole sforzo di intelligenza (= interazione e saldatura) tra i numerosi soggetti -sociali, economici, culturali, istituzionali- che operano nel medesimo contesto in modo separato e con approcci settoriali e particolaristici. Serve un approccio di tipo sistemico, radicalmente nuovo rispetto alle culture dominanti del profitto finanziario e della parcellizzazione degli interessi che hanno contaminato persino il sistema pubblico.

In concreto, il documento prodotto unitariamente dalla Municipalità, propone una strategia operativa fondata su due elementi trainanti: lo sfruttamento della unicità e tipicità delle caratteristiche geomorfologiche della “caldera flegrea”; una scuola di alta formazione in cui si impari ad utilizzare le risorse endogene a fini di sviluppo.

In altri termini, c’è da “saldare” il ricco e vivace tessuto sociale con le identità e vocazioni di sviluppo che il territorio stesso esprime; c’è da saldare i bisogni locali con le valenze globali (ambientali, paesaggistiche, produttive, culturali, …) che il territorio –disordinatamente- già produce. Per questo la “scuola” assume alto valore identificativo: se non qui dove?

Territorio e Intelligenza sono le uniche risorse immediatamente utilizzabili per il nostro sviluppo. È auspicabile che non si continui a sprecarle. Basta mettere in funzione il cervello.

 

- verifica periodica sullo stato di avanzamento fisico, finanziario e procedurale dei progetti ammessi