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Baby Gang, cambiano i momenti culturali e canoni di divertimento. Da comitiva a Branco

Scritto da Stefano Ciaramella Il . Inserito in Succede a Napoli

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Il problema delle baby gang è ormai all'ordine del giorno, ma da cosa dipendono? Cosa innesca tanta violenza nei giovani? La risposta a parer mio non è quella che pensano tutti, ovvero I cattivi esempi della ficton 'Gomorra' o altre cose del genere, bensì del cattivo stereotipo di 'ragazzo apposto' che hanno molti ragazzi.

Hanno questi atteggiamenti che riprendono quelli dei gangstar perché la comunità giovanile impone questo esempio per essere definito 'uomo'. Se sei un ragazzo tranquillo, che, nel caso in cui nasca una colluttazione, subisce e non reagisce, viene preso in giro, tanto da farne una vera e propria pressione psicologica.

Paradossalmente, le baby gang sono costituite, nella maggior parte dei casi, da ragazzi cresciuti nel benessere, perché succede questo? Vediamo: un ragazzo cresciuto nel benessere, non si rende conto di cosa sia la vita di strada, di quali siano le conseguenze, allora sferra una coltellata quasi come fosse un gioco, come fosse protagonista di un film, mentre un ragazzo che queste situazioni le ha vissute sul serio, o che magari è impegnato in atti illeciti più grandi che gli fruttano denaro, ci pensa due volte prima di fare una cosa simile, perché portarsi a casa altri problemi per il semplice motivo di farsi 'uomo' agli occhi degli altri?, ormai Napoli è un far west, una contea divisa in branchi pronti a scontrarsi al primo sguardo sbagliato, e poi ci sono quelli al di fuori di questi branchi, che potrebbero anche essere definiti emarginati.

Ma questo stile di vita e questo modo di relazionarsi, rendono davvero felici le nuove generazioni? Le fanno realmente divertire? A mio parere, è tutto spinto innanzi tutto da un ‘sentirsi in obbligo’ a omologarsi, per sentirsi accettati, quasi per ‘sopravvivenza’, perché in mezzo ai ‘leoni’ sopravvivono solo i leoni, e i diversi vengono definiti gazzelle.

Tuttavia, una volta omologati alla massa, vi è una forma di soddisfazione che allo stesso tempo è insoddisfazione, ovvero, si è soddisfatti perché ci si riesce a relazionare con la maggior parte delle persone (almeno quelle inquinate da questo modo di vivere, ovvero circa il 90% degli adolescenti) ma effettivamente, nel loro inconscio non sono soddisfatti di ciò che sono diventati. Infatti c’è da chiedersi, sono felici di dover essere qualcosa che non rappresenta il loro vero modo di essere?

Secondo me i ragazzi credono di essere felici, perché vengono accettati dalla massa e vengono visti come ‘ forti’, ma inconsciamente, come appaiono ai loro stessi occhi? Ritengo che ci sia un contrasto fra come si vuole essere e come si deve apparire che comporta un’eterna insoddisfazione nella nuova generazione.

Quindi, il primo passo per avere una comunità giovanile sana come quella di una volta, sarebbe imporre modelli culturali differenti.