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Movida a Napoli: le forze dell'ordine rovinano la festa

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Succede a Napoli

locali napoli chiaia

Dopo la tragedia che ha coinvolto il giovane Nicola morto a Positano, ci si interroga su come sia possibile che dei ventenni spendano migliaia di euro per avere un tavolo in locali esclusivi tra alcol e sballo. La Campania è piena di locali esclusivi: è una Regione dove il divertimento e l'intrattenimento, uniti a una movida assai viva, rivestono un ruolo molto importante per l'economia.
La criminalità organizzata e non, unita alla delinquenza della clientela sempre più giovane e ignorante, rendono necessari più controlli, al fine di evitare tragedie come quella che ha visto protagonista il giovane ventunenne di Chiaia in Costiera Amalfitana.

Andare in discoteca "fa figo"; se non vai in discoteca "sei uno sfigato"; se frequenti il ragazzo/a col tavolo"sei un/a vip: avrai più follower e tutti sapranno chi sei"; se vai a ballare "sarai...qualcuno!"

Insomma questi sono gli stereotipi che i giovani si sono fatti. Dei tali dicono che la "La discoteca è il luogo di stravolgimento dei paradigmi, in cui l’irreale diventa normale e l’ordinario lascia il posto alla fascinazione. E’ un luogo di inversione dei poli, una sorta di giardino zoologico, in cui gli animali umani trovano uno spazio illusorio per gli istinti viscerali, normalmente repressi, e i sogni non appagati. Si va a ballare per rompere con la noia, con una realtà fatta di ruoli assegnati dagli adulti [...] Varcate le soglie della discoteca non si è più figli, alunni, secchioni o somari, queste etichette non esistono più. Il ragazzo può essere chi vuole e la discoteca è avvertita come un contesto protettivo per queste nuove identità rispetto all'esterno."

La discoteca è insomma un luogo in cui esprimere liberamente i propri istinti e il proprio estro, abbandonando le inibizioni che la società ogni giorno impone facendo soccombere la razionalità all'istinto.

Il weekend per i giovani (e non) si trasforma in una tappa obbligata durante il quale sfogare la frustrazioni quotidiane trasgredendo.

Proprio in virtù degli eccessi segnalati in città, così come in Provincia e in Regione i controlli delle forze dell'ordine sono sempre più frequenti e si svolgono senza esclusioni. Dai posti di blocco nelle prossimità dei grandi locali e luoghi di ritrovo, ai controlli locale per locale, stiamo assistendo ad una sorta di "militarizzazione del divertimento e della movida".

Le discoteche sono troppo piene; prostituzione; abuso di alcool e droghe, e così via. Una situazione che sta sfuggendo di mano e dove i giovani sono vittime di un sistema che promette invano un divertimento utopico.

Nei giorni scorsi sono scattati i sigilli per due locali del Capoluogo Partenopeo. Nel locale Galleria 19 in via San Sebastiano gli agenti hanno sospeso la serata, provocando feroci proteste tra i clienti, che si sono trovati costretti a lasciare il locale, dove erano presenti più di trecento clienti a fronte dei centosettanta consentiti. Il titolare è stato denunciato e dovrà pagare una multa.

Ci sono stati controlli in tutta la zona bene di Napoli: Chiaia e Posillipo in primis.

In via Martucci è stato sequestrato un locale in cui erano presenti quasi duecentocinquanta persone a fronte dei cento consentiti.

Verifiche e multe ci sono state in locali vicino a Piazza Amedeo e Via Crispi. Controlli a raffica anche nel centro storico, preso di bersaglio tutte le sere dagli studenti universitari e dove droghe e alcool hanno la meglio.

Insomma finalmente qualcosa di razionale nell'irrazionale mondo dello sballo.