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Rousseau e la piattaforma

Scritto da Ernesto Nocera Il . Inserito in Vac 'e Press

Rosseau

«Chiunque non sia d'accordo, alla fine della fase di discussione, con la volontà generale, è anzitutto una minaccia per la sopravvivenza stessa della comunità, in quanto non comprende che la volontà generale è a beneficio anche suo. Perciò va corretto e riportato in seno all'assemblea. L'assemblea funziona solo se è composta da un gruppo ristretto di persone, il che potrebbe facilitare una deriva elitaria o oligarchica di quella che Rousseau chiamava "democrazia pura", applicata già nell'antica Grecia.

D’altra parte, quante mai cose difficili da riunire insieme non suppone questo tipo di governo! In primo luogo uno stato assai piccolo dove sia facile riunire il popolo e dove ciascun cittadino possa facilmente conoscere tutti gli altri; in secondo luogo una grande semplicità di costumi, che prevenga la sovrabbondanza di problemi e le discussioni spinose; poi molta uguaglianza nei gradi e nelle ricchezze, senza di che l’uguaglianza non potrebbe durare lungamente nei diritti e nell’autorità; infine poco o niente lusso, perché, o il lusso è effetto delle ricchezze o le rende necessarie. »

Le citazioni che ho premesso vengono dal testo del Contratto Sociale di Rousseau: l’assunto principale dell’opera è che il popolo si esprime tramite la sua volontà generale che è immodificabile . Chi viene delegato a discuterla per ricavarne le leggi non è che un pubblico funzionario al servizio del popolo che può sempre revocarlo. Infine poiché la volontà generale è immodificabile e sovrana ogni legge non può essere promulgata se non viene avallata dal popolo. Desidero attirare la vostra attenzione sulla frase: Chiunque non sia d’accordo, alla fine della fase di discussione, con la volontà generale E’ UNA MINACCIA PER LA SOPRAVVIVENZA STESSA DELLA COMUNITA’ . Questa terribile frase giustificò il terrore voluto da Robespierre che la interpretò alla lettera sterminando gli oppositori. Anche Stalin ragionò allo stesso modo. Non a caso Casaleggio e Grillo hanno chiamato “Rousseau “ la mitica piattaforma digitale che gestisce il Movimento. Avrete capito che i principi enunciati sono esattamente quelli che ispirano l’azione politica del Movimento 5S . Di qui la qualifica di “ portavoce” che essi danno ai loro parlamentari e il contratto che li obbliga alla fedeltà a scanso di pesanti penalità e l’assoluto disprezzo per chi non accetta la loro pretesa di essere i rappresentanti della mitica “Volontà generale del popolo”. Sono questi principi che sono alla base dell’arroganza tipica del Movimento: NOI siamo gli interpreti della volontà del popolo. Perciò non possiamo sbagliare. Chi non è d’accordo è “ una minaccia per la sopravvivenza stessa della comunità”. Una visione politica che non solo non ammette dissenso ma lo criminalizza. Il contrario della democrazia. L’esperienza politica di Rousseau era quella delle piccole comunità elvetiche facilmente convocabili. Di qui l’asserzione che le leggi sarebbero valide solo se avallate dalla “volontà generale“. Rousseau è consapevole di questo limite e perciò pensa che le sue teorie funzionino solo “ in uno stato piccolo”. (vedi citazione 2) Casaleggio e Co pensano che la Rete possa superare questo limite senza tuttavia spiegarci come sarebbe possibile che milioni di cittadini stiano molte ore al giorno sul PC per discutere le leggi e approvarle né chi porterebbe a sintesi l’inevitabile discordanza di opinioni. Teoria smentita nella pratica con l’episodio del cambio notturno del programma votato dagli elettori . Il substrato teorico della visione politica casaleggiana è il delirante video “Gaia” che vi invito a cercare su youtube .Una visione apocalittica di guerre mondiali, di sterminio dell’umanità fino a ridurla ad un miliardo di eletti che, con un plebiscito mondiale, eleggono un governo mondiale con la fine di tutte le maledizioni dell’umanità: guerre, epidemie, fame razzismo. Una cosa da TSO, guardatela . I 5S si sentono investiti di questa missione, col pesante handicap che ,essendo in Italia, hanno poche possibilità di influenzare il mondo. Purtroppo queste follie avranno conseguenze pratiche sull’avvenire del Paese quando le chiacchiere si infrangeranno sugli scogli della realtà. In questa catastrofe molte responsabilità ricadono sul vecchio sistema politico ed i suoi partiti che non hanno capito cosa stava succedendo nelle correnti profonde di una opinione pubblica che ormai ha paura dell’avvenire. Le ragioni della sconfitta del PD sono qui. I governi PD hanno operato bene ma non sui problemi che i cittadini ritenevano più urgenti, in particolare quelli dell’occupazione e del destino dei giovani. Credere che la promessa del reddito di cittadinanza sia stata l’elemento dirimente è un grosso errore. Una facile consolazione che individua una grave deficienza di analisi della realtà italiana. Ci attendono tempi tristi e perciò è necessario assolutamente riprendere il lavoro per riconquistare la fiducia del voto popolare e contrastare la montante marea del populismo sovranista.