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Alfie Evans, l’Inghilterra e l’Italia: quando sentimenti e giustizia non sono dalla stessa parte

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Vac 'e Press

alfie evans

Il piccolo Alfie Evans, bambino inglese di 23 mesi, ha perso la vita la notte del 28 Aprile, alle ore 2:30.

Era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Alder Hey Hospital di Liverpool da quando aveva appena 7 mesi. Il bambino era affetto da un grave disturbo neurodegenerativo autoimmune, che non aveva possibilità di cura.

Presso questo reparto inizia dunque il calvario per i giovanissimi genitori di Alfie, che ben presto si sono trovati costretti ad affrontare le sempre più critiche condizioni del piccolo, che a detta dei medici, erano assolutamente irreversibili.

La giustizia inglese, in tutti i gradi d’appello, ha deciso per l’interruzione dei supporti vitali forniti ad Alfie artificialmente, in linea con la diagnosi dei medici. La legge britannica, infatti, stabilisce che un paziente può essere staccato dalle apparecchiature che lo tengono in vita se ha trascorso un coma di lungo periodo e gli specialisti ritengono che si tratti di condizioni irreversibili.

Per i bambini le decisioni devono essere prese dai genitori o da chi ne esercita la patria potestà, ma se questi non pervengono ad un accordo con i medici, un giudice può imporre il distacco dalle apparecchiature. E ciò è proprio quanto accaduto nel caso di Alfie: nemmeno il ricorso dei genitori alla Corte EDU è andato come speravano, e la sera del 23 Aprile, il bambino è stato privato sia della ventilazione che dell’alimentazione artificiali. Ciononostante, è riuscito a sopravvivere per ben 10 ore senza l’ausilio dei macchinari ed è stato quindi temporaneamente riattaccato al supporto vitale.

Ed è a questo punto che entra in scena l’Italia. Dopo la visita del padre di Alfie al Vaticano, Papa Francesco ha lanciato un appello, forte dell’appoggio dell’ Ospedale Bambin Gesù di Roma, per tentare di far trasferire il piccolo e assisterlo in questa struttura. Mentre la magistratura inglese rimaneva ferma nella sua posizione, i Ministri dell’Interno e degli Esteri Marco Minniti e Angelino Alfano hanno deciso di concedere ad Alfie la cittadinanza italiana, nella speranza di rendere le autorità britanniche più inclini al trasferimento.

Come abbiamo avuto modo di constatare, la storia di Alfie Evans ha toccato i cuori e le coscienze di tutto il mondo; ha smosso opinione pubblica, mobilitato attivisti e manifestanti.

Nella vita di tutti i giorni, il dolore degli altri ci infastidisce, lo teniamo lontano perché non ci appartiene, è altro da noi; ma è proprio in situazioni come queste che si riesce a capire la vera entità di un sentimento comune di “compassione”, inteso nel senso di “patire insieme”.