fbpx

Intervista a Gianluca Cantalamessa, coordinatore regionale della Campania per la Lega

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Il Palazzo

TRINCHESE

Gianluca Cantalamessa vanta un cognome importante nella destra politica partenopea. Figlio dell’ex europarlamentare Antonio Nicola Cantalamessa, storico esponente del Movimento Sociale Italiano, ha perseguito il suo sogno politico aderendo alla Lega e diventandone il coordinatore regionale della Campania.
Abbiamo intervistato il neo deputato sul movimento leghista che sta crescendo in maniera esponenziale nel Meridione per approfondire i temi e gli obiettivi del suo partito sul territorio napoletano.

Le elezioni dello scorso 4 marzo hanno messo in evidenza il desiderio comune di abbandonare i partiti leader del precedente scenario politico del nostro Paese dando voce a nuove espressioni, come quella portate dalla Lega e dal M5S. Secondo lei da cosa è dipeso tutto questo?

Sicuramente la discesa di questi partiti dipende dalla loro lontananza con i territori e dai reali problemi dei cittadini. La politica, purtroppo, nella Seconda Repubblica è diventata autoreferenziale, lontana dai cittadini e chiusa.

I tanti voti tributati alla Lega, parliamo di circa 140mila, in Campania, e in particolare a Napoli, caricano di una certa responsabilità il suo partito. Come si spiega questo exploit rispetto alle precedenti elezioni politiche nazionali? A suo avviso, quali sono gli elettori medi che hanno votato Lega in Campania?

Inutile dire che siamo molto contenti del risultato, anche se non era inaspettato da parte mia. Io, orgogliosamente napoletano, ho scelto la Lega quattro anni fa. Abbiamo avviato il progetto con Salvini della Lega che si è scrollata di dosso la parola “nord”, perché prima mai avrei potuto votare e appoggiare un partito escludente il sud. Il risultato non mi ha stupito perché avvertivo l’esigenza di una politica fatta sul territorio e per il territorio, per i cittadini e con i cittadini. Una dimostrazione al riguardo è che domenica scorso ci sono stati ben 83 gazebi, tutti fatti da militanti, nelle piazze campane per far firmare il contratto; abbiamo avuto circa 400 attivisti impegnati in Campania. Questo a dimostrazione di tante cose, sia sulle potenzialità che sulle persone che si stanno avvicinando a questo partito, cittadini che amano la loro terra e che non si vogliono rassegnare.

Tante sono state le proposte illustrate all’interno della propaganda elettorale, come difendere la famiglia tradizionale, mantenere il Crocifisso nelle scuole e attivare politiche per i disabili. Si è già pensato di attuare qualcuna di queste? In che modo?

Già prevedere un Ministero per le disabilità credo che la dica lunga sul sostegno vogliamo portare alle persone meno fortunate. Mentre per quanto riguarda il discorso della difesa dei valori, gli obiettivi non posso essere realizzati per via legislativa, se non per quello che riguarda l’aspetto dell’immigrazione. Ben vengano tutte le persone di tutte le parti del mondo, ma a casa nostra si rispettano i nostri valori, le nostre tradizioni e la nostra cultura.

Si sono visti i recentissimi risultati ottenuti in Valle d’Aosta dove la Lega ritorna in Consiglio Regionale dopo 20 anni di assenza. Sulla rimanente parte del territorio nazionale e, in particolare, su quello regionale quali sono i vostri obiettivi futuri, visti nel breve termine?

Stare vicino alla gente, non abbiamo particolari obiettivi di tipo elettorale. Abbiamo già rinunciato, con il nuovo Governo che sta per nascere, alla Presidenza della Camera, a quella del Senato e a quella del Consiglio, nonostante siamo il primo partito della prima coalizione in Italia. Noi abbiamo rinunciato alla poltrona perché abbiamo anteposto il programma e l’impegno preso con gli italiani. Per questo gli elettori ci stanno scegliendo! La crescita che abbiamo visto con il partito e quella per cui continueremo a lavorare non è strettamente correlata con il singolo voto. Noi vogliamo persone che voglio lavorare per il futuro dei nostri figli e per il futuro della nostra regione. Le posso solo garantire che se si votasse domani noi riusciremmo a prendere il doppio dei voti raccolti due mesi fa, ma non lo dico io, lo dicono i fatti. Proprio lo scorso lunedì sono stato ad Agropoli dove è stata aperta l’ennesima sezione. Tutte le sezioni sono autofinanziate dai cittadini che si stanno avvicinando alla politica, in particolare che si stanno tesserando con la Lega. Questo dimostra che se la politica ascolta il cittadino, il cittadino non si allontana dalla politica.

Come vede il patto con il M5S? Sul nuovo Governo quali sono i suoi pronostici? Ritiene che questo Governo durerà tutta la legislatura oppure che, in base al compromesso trovato, grazie al contratto di Governo la legislatura potrebbe concludersi anzi tempo?

Quello con il M5S è un patto per governare il Paese! Il nostro obiettivo non è quello di mettere su l’ennesimo Governo che fallisca nel giro di qualche mese, ma provare ad attuare tutti i trenta punti che abbiamo definito nel contratto dando così la possibilità al Paese di ripartire e di ritornare, soprattutto, a sperare, perché la mancanza della speranza è la cosa che sta portando gli italiani a non credere più nell’Italia stessa.