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Siamo tutti migranti - reportage fotografico a cura del CISOM

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Vac 'e Press

ZIVIELLO

Lo scorso venerdì 18 maggio, si è tenuta, presso l’Aula Magna del Liceo Antonio Genovesi di Napoli, una mostra fotografica interattiva presentata e realizzata a cura dei volontari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta).
L’evento è stato presenato e introdotto dal Dirigente Scolastico dell’Istituto Prof. Mia Filippone, dal Dott. Luigi Migliaccio e dall’Avvocato Raffaele Strina. Il tema del reportage si è incentrato sulla ricostruzione visiva di una situazione di estrema attualità : l’immigrazione.

Il Dott. Luigi Migliaccio, autore degli scatti, è stato molto abile nel guidare gli spettatori attraverso una completa e suggestiva catarsi con le emizioni, le paure, le abitudini e la profonda miseria di pesi lontanissimi, dove la fame e la lotta per la sopravvivenza sono all’ordine del giorno. Una lucida testimonianza, che proietta chi guarda quei volti catturati dall’obiettivo, nel reciproco riconoscimento dell’altro e nella consapevolezza che tutte le belle parole del mondo sulla solidarietà e sull’aiuto incondizionato del prossimo non bastano a sradicare e cancellare dagli animi delle persone ritratte in quelle foto la paura, la sofferenza e lo smarrimento provati.

L’Avvocato Raffaele Strina, responsabile amministrativo dell’Area Sud Cisom, è intervenuto per sottolineare come la cultura euro-occidentale voglia indurre ad accostare il fenomeno migratorio ad una vera e propria “invasione barbarica” delle nostre coste. I media tendono ad inoltrare immagini e video dei salvataggi, preoccupandosi di concentrarsi principalente sulla visione della massa informe e disordinata, senza soffermarsi sui singoli volti.

La mostra- reportage si è conclusa con la proiezione del filmato di uno dei tanti salvataggi in mare operati dalla Guardia Costiera

insieme al prezioso aiuto dei volontari. Si trattava di u video molto diverso da quelli che siamo abituati a vedere; la telecamera da dove è stato registrato era infatti posizionata sulla fronte del soccorritore, che ha ripreso da vicino i singoli volti stremati dalla stanchezza, dagli stenti, dal viaggio e dalla paura.

“Dovete capire che nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”
Warsan Shire