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La discutibile ordinanza: lotta alla sosta abusiva e liberalizzazione dei confini della movida napoletana

Scritto da Francesca Ciaramella Il . Inserito in Succede a Napoli

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Quando sindaco e collaboratori inaugurano la nuova stagione della caccia alle streghe, l’abusivismo in quel di Napoli diviene finalmente un crimine. Un classico tutto italiano che viene riconosciuto come reale problematica dopo secoli; un provvedimento che si tira dietro importanti e discutibili novità sulla gestione della movida napoletana.

Sogno o son desto? I parcheggiatori abusivi sono attualmente sul libretto nero della Finanza. Sembra che dopo la pubblicazione del dossier dei Verdi sulla superiorità numerica dei parcheggiatori in servizio rispetto a quella dei vigili in strada, qualcuno abbia scoperto questa leggendaria figura mitologica, come se non fosse così semplice trovarne una ad ogni angolo strada. Ad ogni modo, il Comune ha finalmente scelto di operare in maniera tale da «reprimere il fenomeno», sfruttando un’ordinanza che “individua anche nel comportamento di alcune categorie di cittadini, casi che incoraggiano quest’attività” come dichiarato dall’Assessore alla Legalità Narducci. Secondo queste parole, le responsabilità per una piaga che nel napoletano ha radici storiche, andrebbero oltre il semplice episodio di sosta illegale, ma colpirebbero il mare di interessi da 100 milioni di euro l’anno che l’inchiesta sopracitata avrebbe calcolato.

L’altra novità che ci interessa e che fa gola a un certo standard piuttosto giovane nel magma dell’elettorato, è la parte che sancirebbe alcune decisive modifiche delle norme che regolano la gestione della movida notturna; siamo di fronte a decisioni elaborate nell’ottica di una filosofia di fondo che cavalca l’onda della «liberalizzazione e dell’immagine di una città più viva», come De Magistris avrebbe recentemente dichiarato. A partire dalla sua entrata in vigore non è stata più applicata alcuna discriminazione geografica e le vecchie zone rosse, i cui speciali confini negavano schiamazzi e sfrontatezze notturne grazie alla severità del divieto, dovranno ora uniformarsi agli orari di “coprifuoco” dell’intera città; a questa importante modifica si aggiunge il divieto di rilascio del vetro dopo la mezzanotte. L'orario di chiusura degli esercizi è, inoltre, stabilito dalla domenica al mercoledì alle 2,30 del giorno successivo, mentre dal giovedì al sabato alle 3,30 del giorno successivo.

Nella pratica i provvedimenti volti alla tutela della sicurezza pubblica e alla liberalizzazione geografica del divertimento notturno hanno aperto una nuova e spinosa débâcle. Se i commercianti escono rinforzati dal prolungamento dell’orario notturno per i loro esercizi, i residenti dell’intero centro e della zona corrispondente a Coroglio e Bagnoli, vengono risucchiati dall’ineluttabilità della legge della vendita. Gennaro Esposito, Presidente del Comitato per la Quiete pubblica e la Vivibilità cittadina, sostiene ormai da settimane una forte polemica nei confronti della recente ordinanza attraverso manifestazioni notturne, durante le quali il motto dominante risulta essere quello stampato sui manifesti “Scusate il disturbo…Se qui vive gente che ha diritto al riposo”.