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Scuole napoletane piene di debiti: Vita difficile per i genitori degli studenti indebitati

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Succede a Napoli

de magistris

Tanti debiti nella scuole di Napoli, ma per i genitori degli “indebitati” la vita è difficile. Alle superiori non c’è più il “rimando a settembre”, con tanto di esame solenne dopo le vacanze di agosto, ma la sostanza non cambia. Tecnicamente si parla di “sospensione del giudizio” e ogni istituto prevede dei limiti: in genere è previsto un massimo di tre “debiti”, dei quali non più di due con lo scritto.

Oltre, c’è la bocciatura. Ma esiste anche lo “studio autonomo”: il professore ti concede una sorta di indulto, ti porta il voto a 6, sei automaticamente promosso alla classe superiore ma a settembre sarai sottoposto a verifica, sul programma dell’anno scolastico precedente. Il voto ottenuto sarà anche il primo del quadrimestre. Il dramma nasce dall’interpretazione dei quadri e dalle telefonate (qualche preside, negli avvisi, parla ancora di “fonogramma”) che le famiglie degli “indebitati” e dei bocciati (meglio: “non ammessi”) devono o meno ricevere. Quando, alcuni anni fa, si verificarono alcuni casi di suicidio di studenti non promossi alla classe successiva, fu introdotta una regola: le famiglie devono essere avvisate prima della pubblicazione dei quadri, in modo da essere preparate all’evento negativo. I papà e le mamme dei ragazzi poco studiosi vanno tutti in fibrillazione e vivono col terrore che il telefono squilli prima dell’ufficializzazione dei risultati. Se la telefonata non arriva, pensi che l’estate sia salva ma poi trovi scritto “sospensione del giudizio” sul tabellone dei quadri. E neppure in quel momento sai quanti e quali “debiti” dovrà colmare tuo figlio. In un incontro, nei giorni seguenti, il docente coordinatore della classe ti consegnerà quei fogli che tanto somigliano a una cartella esattoriale. Leggendo e discutendo con il professore, capirai in quali materie tuo figlio dovrà recuperare. O se magari è stato “indultato” con lo studio autonomo. Ma i corsi di recupero sono garantiti dalle scuole? Anche in questo caso, a Napoli non c’è un comportamento uniforme. Alcuni istituti, in mancanza di fondi, lasciano tutto nelle mani delle famiglie, altri riescono a organizzare i recuperi, altri scelgono una via di mezzo: “sportello didattico”. Tre o quattro ore a materia, in cui il docente “sosterrà lo studente”. A questo punto si possono organizzare le vacanze? No. Perché alcuni dirigenti scolastici decidono di programmare gli esami per le verifiche a fine luglio, altri a fine agosto. Quindi, se gli amici ti chiedono: “Cosa ha fatto tuo figlio quest’anno, è stato promosso?”….devi improvvisare una spiegazione di un quarto d’ora.