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Napoli e il senso civico: poliziotti aggrediti nel quartiere Vomero

Scritto da Vittoria Ziviello Il . Inserito in Succede a Napoli

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Il quartiere Vomero ha quasi sfiorato la tragedia nella mattina di martedì 19 giugno. Una coppia di aggressori, padre e figlio, si è scagliata con brutale violenza contro 4 agenti della Polizia Municipale, in forza all’Unità operativa Vomero- Arenella, intervenuti per un semplice tamponamento.

Gli agenti, M.C. e F. P. , hanno intimato ai due , che erano alla guida di un furgoncino, di accostare per verificare i danni; per tutta risposta, il conducente, C. S. di 54 anni, urta altre due automobili nell’effettuare la manovra. C.S. e il figlio diciannovenne scendono dalla vettura e fra una serie di imprecazioni, iniziano a colpire con calci e pugni i due agenti. Nel frattempo, è arrivata un’altra unità di rinforzo con la poliziotta M.d.F. e l’agente M.L., in aiuto ai colleghi.

Mentre aveva luogo la colluttazione, traffico e passanti sono rimasti bloccati, impietriti dalla violenza con la quale i C.S. hanno aggredito la Polizia locale.

Ad un certo punto, il ragazzo ha estratto la pistola dalla fondina dell’agente M.C. e puntandogliela alla gola, lo ha minacciato: «Io ti ammazzo». Ha premuto il grilletto ben tre volte, ma per fortuna l’arma non aveva il colpo in canna.

Dopo questi secondi di terrore, l’agente è riuscito a recuperare l’arma e a bloccare padre e figlio. Entrambi gli aggressori sono stati messi in manette e trasportati negli uffici giudiziari di via Morghen, dove sono stati identificati.

Adesso si trovano al carcere di Poggioreale con dei capi d’accusa molto gravi: resistenza al pubblico ufficiale, lesioni aggravate, tentato omicidio.

Ciò che è successo sicuramente ci invita a riflettere su quanto sia radicato il pensiero di potersi fare “giustizia da soli”. Il comportamento dei due aggressori ha evidenziato la totale mancanza di senso civico e di umanità nei confronti dei pubblici ufficiali, il cui compito è quello di offrire un servizio ai cittadini, mantenendo sicure le strade. E bisogna impedire che questi atteggiamenti diventino “la prassi”.