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Un nuovo impianto per rifiuti speciali: Acerra dice basta!

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Succede a Napoli

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Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, è da sempre in prima linea nella difesa dell’ambiente e del lavoro, nonché nella promozione dello sviluppo del territorio.
Così, dopo il via libera ad un nuovo impianto per lo stoccaggio di rifiuti speciali, dice: «Basta! Acerra non diventi la pattumiera della Campania». Infatti, il presule si è detto rammaricato perché «per l’ennesima volta apprendiamo dai giornali che “la Regione Campania ha dato il via libera” ad una ditta che “si occuperà di realizzare, in zona industriale di Acerra un impianto in grado di stoccare i cosiddetti rifiuti speciali”».

Se così fosse, «basta, noi non ci rassegniamo!», ammonisce monsignor Antonio Di Donna, che precisa: «Lo abbiamo detto e scritto tante volte in questi anni, e lo ribadiamo con forza adesso, anche alla luce dei “fatti” delle ultime settimane, che ci fanno pensare sempre più ad un disegno strategico, da tempo denunciato, di fare di Acerra la città dei rifiuti». La città, infatti, possiede già un grande impianto di termovalorizzazione dei rifiuti.

Di Donna si domanda se «è possibile che ad Acerra ci sia solo spazio per aziende che trattano rifiuti, mentre un gioiello come La Doria – fabbrica che lavora i sughi pronti presente da anni sul territorio, azienda modello che ho visitato proprio in questi giorni la cui permanenza in città rappresenterebbe un segno concreto di speranza nel futuro per le tante famiglie di lavoratori coinvolti, ma anche per uno sviluppo sano e a vocazione agricola – debba andare via?». Secondo il vescovo di Acerra è giunto il momento di «superare una visione miope e quasi schizofrenica, che mentre promette uno sviluppo autentico delle nostre terre a vocazione agricola, non mette al riparo il territorio da attività che, pur dichiarando una non pericolosità tutta da verificare per la carenza di controlli, nulla hanno in comune con l’identità delle nostre terre».

Invece, continua Di Donna, «vista la capacità di accoglienza del nostro territorio, perché non creare le condizioni per un polo industriale che metta realmente insieme sviluppo agricolo, culturale e archeologico delle nostre terre?». Per questo, il presule lancia un appello, che in molti sperano venga ascoltato dalle istituzioni preposte: «Ancora una volta chiediamo con decisione che Acerra non diventi veramente la pattumiera della Campania».