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Il colpo di grazia alla tratta ferroviaria Benevento-Napoli?

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Funiculì, funicolà

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Eccoci ancora una volta a scrivere della linea ferroviaria della Valle Caudina, che collega Benevento a Napoli: da Settembre per raggiungere Napoli per i beneventani che viaggiano in treno vorrà dire sottoporsi ad un viaggio di due ore.

Il 6 Agosto scade il termine per l'adeguamento della linea ferroviaria ai livelli di sicurezza europei e dato che la linea, oltre al non adeguamento, è interrotta per una frana da mesi a San Martino Valle Caudina, è chiaro che questo termine perentorio comporterà per i viaggiatori, costantemente in diminuzione ma comunque vicini a seicentomila annui, una serie di disagi, che potrebbero segnare la fine della secolare infrastruttura, un tempo all'avanguardia ma ormai abbandonata a sé stessa, nonostante i numerosi sforzi dell'Eav.

L'agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria aveva dato 24 mesi di tempo all'Eav per adeguare la tratta ai livelli di sicurezza europei. La frana ha tuttavia messo in ginocchio la tratta, la quale si è trovata d'un tratto troncata. Per soddisfare l'utenza è stato predisposto un servizio di bus sostitutivo. Per queste ed altre ragioni non vi è stato un vero e proprio adeguamento e molto probabilmente i convogli, stando alle direttive europee, non potranno superare i cinquanta chilometri orari e tra un viaggio e l'altro dovrà trascorrere un'ora.
Il viaggio, si rivelerà conseguenzialmente interminabile: per arrivare da Benevento a Napoli, occorreranno più di 120 minuti. Ne occorrevano, per percorrere i 47 km, fino ad oggi più di 90.
Parliamo di una situazione bizzarra, che rende la periferia della Regione, sempre più distante dal Capoluogo. Uno Stato civile non può permettere che questo stato di fatto perduri. L'Eav si è dimostrata incapace, e forse anche a ragione, di gestire le tratte che si è accaparrata. Le privatizzazioni dei trasporti locali in Campania si sono rilevate fallimentari. Le ragioni di questa debacle del servizio sono varie: i controlli carenti; le infrastrutture "antiche e poco sicure" e la carenza di personale.

Perdi più i molti immigrati che gratuitamente affollano i vagoni dei treni e molestano gli altri passeggeri, perlopiù passeggere, con frasi spiacevoli ed equivoche, oltre a danneggiare direttamente la società, viaggiando gratis, hanno indirettamente fatto negli anni perdere utenza al'Eav.
Il punto non è il razzismo, il punto è l'inciviltà. È molto difficile trovare un Italiano "realmente" razzista. L'italianità che dimora in ogni Italiano, di qualsiasi razza egli sia, è per definizione non razzista: siamo il popolo dello svago, del gioco, dell'accoglienza e quant'altro; tuttavia, l'inciviltà è un male per un Paese che voglia definirsi civile. La gestione dell'immigrazione in Italia ha fallito, perché la speculazione ha preso il sopravvento sulle direttive dello stato centrale. Le mafie e la criminalità, unite al guadagno facile hanno speculato sui disperati, che in un paese civile per definizione, ma incivile per prassi, ha trattato questi soggetti in cerca di vita, come degli animali su cui guadagnare.
L'Eav è una vittima del sistema privatizzazioni, che in Italia fatica molto a riuscire: i servizi sembrano necessitare della manina statale per arrivare a fine mese. È questo un altro tratto peculiare dell'Italianità.

Intanto a breve, l'Unione dei comuni della Città Caudina dei servizi si dovrebbe incontrare con Vincenzo De Luca, che ha da gestire numerose patate bollenti di questi tempi. La vicenda potrebbe essere oggetto dell'attenzione del Ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, che ha sul tavolo numerose infrastrutture aziendali e statali da adeguare e da gestire. Che l'EAV con la sua tratta Benevento- Napoli diventi una di queste?
Intanto da Settembre le corse si ridurranno e ci vorranno all'incirca due ore per raggiungere Napoli da Benevento o viceversa.

Fonte utilizzata: RETE SEI