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I grandi avversari del Napoli

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Il Pallonetto

CAPOTOSTO IL GRANDE AVV DEL NAPOLI

Il maestro (e storico segretario del Guerin Sportivo) Gianni Nascetti per insegnare la punteggiatura ai bambini utilizzava – come ha ricordato l'ex direttore Matteo Marani – le formazioni di calcio: “Virgole per i singoli elementi, punto e virgola per i reparti, punto per chiudere la lista”. E allora Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea. E gli altri cinque (senza dimenticare Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio)? Un attimo di silenzio, la virtù di Gaetano. Di lui si è detto e scritto tutto, a cominciare dalla grandezza umana. 

E l’interesse della Reggina per affidargli la panchina: era destino allora che la prima gara degli amaranto nella massima serie dovesse disputarsi a casa della Vecchia Signora. La squadra calabrese raggiunse Torino il 28 agosto 1999, giorno del venticinquesimo anniversario dalla prima partita ufficiale di Scirea con la casacca bianconera (in Coppa Italia contro il Varese). Se la Reggina era l’ultima arrivata, dopo diciassette stagioni la Serie A aveva salutato la Sampdoria. E ai blucerchiati realizzò l’ultima rete, il 24 aprile '88. Nello stadio dove undici anni prima aveva festeggiato il secondo scudetto, il diciassettesimo della storia juventina. Un tricolore dei record, quello dei 51 punti su 60: nessuno come la Signora nei campionati a sedici squadre. Quattro giorni dopo il primo alloro europeo, l’unico di un club italiano con tutti giocatori nazionali.
Era stato di Gai il primo gol bianconero di quella competizione, il 29 settembre di quarantadue anni al Manchester City. Dal 18 maggio 1977 alla maledetta serata dell’Heysel. Nella sua biografia (''L'ultimo stopper'', con Luigia Casertano, tra i vincitori del Premio Bancarella Sport 2018) Sergio Brio scrive:

“Quella partita il nostro presidente non voleva giocarla, ma il Comitato Uefa gli comunicò che in caso contrario avremmo perso 3-0 a tavolino, venendo poi estromessi da tutte le coppe europee. E qualora il numero delle vittime fosse stato superiore, la responsabilità sarebbe stata attribuita tutta a Boniperti''.

Con l'Intercontinentale -gestita quindi anche dalla CONMEBOL- conquistata a Tokyo Scirea e Cabrini divennero i primi calciatori ad aver vinto tutte le competizioni Uefa per club (allora vi era anche la Coppa delle Coppe). Un traguardo che lo stopper salentino e Stefano Tacconi raggiungeranno cinque anni più tardi. Gai avrebbe festeggiato con loro, se il destino non lo avesse portato via troppo presto. Era il vice di Zoff, alla seconda e ultima annata sulla panchina bianconera. Il vecchio compagno di squadra -ex portiere del Napoli- che l’ha voluto poi nel suo staff. Quanti anni insieme sui campi di tutto il mondo. E fuori, perché loro erano soprattutto amici. Amici veri. Gaetano perì in Polonia, dove si era recato per osservare l’avversaria in Europa della Juventus. Una disgrazia che scosse non solo il mondo calcistico, ma tutto il Paese.
Sandro Ciotti comunicò la tragica notizia durante la Domenica Sportiva. In studio vi era anche Marco Tardelli, altro protagonista in maglia bianconera. E azzurra. Scirea aveva avuto tutto dalla Vecchia Signora. La quale di colpo le tolse tutto, potrebbero dire i maligni. Ma lui era troppo buono per dare ascolto a queste parole. Forse perché il suo sacrificio valse al termine di quella stagione la seconda Coppa Uefa della storia bianconera (succedendo nell'albo d'oro al club di Ferlaino). Ecco chi era Gaetano. Un uomo piccolo solo in immagini e filmati.
P.S. Brio ha debuttato con la casacca della Vecchia Signora in Juventus-Napoli del 18 marzo 1979.