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Maradona e Cr7, storie parallele pregiudizi a senso unico

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Il Pallonetto

maradona ronaldo

Luglio 1984, Maradona al Napoli. Il Barcellona cede alle insistenze dello stesso Pibe de Oro e del presidente Ferlaino, di Antono Juliano e di tanti altri (c’è ampia letteratura in merito). Luglio 2018, Cristiano Ronaldo alla Juventus. Tredici miliardi di lire ovvero circa 7 milioni di euro per il calciatore più forte di tutti i tempi, operazione da 340 milioni di euro per uno dei due calciatori più bravi in quest’era calcistica (insieme a Leo Messi).
Trentaquattro anni fa si scatenarono censori, moralisti e soloni in ogni parte del mondo: Napoli ha mille problemi e pensa al pallone; i napoletani  sono – in grande maggioranza – disoccupati, precari, ignoranti ma scendono per le strade per inneggiare a Diego. Spazzatura, colera, camorra sono problemi irrisolti, forse irrisolvibili e al popolo si dà in pasto un menù da sballo con il calciatore – Masaniello chef stellato. Nel 2018, parlano gli operatori di borsa per elogiare il solo progetto di portare CR7 a Torino. Non importa che la Fiat abbia spostato all’estero la sede legale, che il divo sia over 30, che in Italia ci sia una crisi economica spaventosa. La Juventus può. La Juventus fa bene a investire tanto, il calcio italiano ne beneficerà. Diego Armando Maradona fu accusato di evasione fiscale e una storia infinita di ricorsi tenta, disperatamente, di dimostrare che l’argentino ebbe un’unica colpa: quella di non aver ricevuto il documento che lo accusava. Careca e Alemao riuscirono a difendersi e furono assolti. Per Cristiano Ronaldo sono pronti ad utilizzare una nuova norma fiscale, sfuggita ai commentatori e ai commercialisti soltanto perché utilizzabile da pochi: per chi, negli ultimi dieci anni, almeno nove è stato residente all’estero, nessuna Irpef progressiva ma un’imposta sostitutiva di 100 mila euro sui redditi prodotti fuori dall’Italia. Si sfugge al principio della “tassazione del reddito mondiale” con i 100 mila euro. Tanti soldi per le persone normali, un’inezia per chi guadagna decine di milioni che finiscono in paradisi fiscali. Una norma, questa dei 100 mila euro, che sembra scritta apposta per il calciatore portoghese. Sia chiaro: sono strafelice che Diego Armando abbia giocato per sette anni nel Napoli e mi fa piacere che CR7 arrivi nel campionato italiano, a cui darà lustro e vigore. Personalmente, non ho nulla in contrario alla norma che dovrebbe attirare in Italia i “ricconi” che vogliono pagare poche tasse.  Ma mi chiedo: dove sono finiti i censori, i moralisti, i soloni? A Torino si può e a Napoli no? Maradona è meglio ‘e Pelè ma Cristiano è esente dall’Irpef? Non pretendo che qualcuno invochi l’incostituzionalità dell’imposta sostitutiva pro ricconi, ma mi sarei aspettato un dibattito sulle vite parallele di Diego e Cristiano. Solo per il primo ci sono sensi obbligati e regole ferree? Ai giudici tributari l’ardua sentenza.