fbpx

Aron Demetz: l’Autarchia a Napoli

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

aron demetz. autarchia

“Autarchia” è il titolo della mostra d’arte che si terrà fino al 29 Luglio presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il tema dell’evento artistico, curato da Alessandro Romanini e patrocinato dal Consiglio Regionale della Toscana e della Regione Trentino Alto Adige, è quello della ricerca del legame tra antico e contemporaneo.

Infatti, alla luce di questo tema, il protagonista indiscusso chiamato ad esporre è l’altoatesino Aron Demetz. Lo scultore, in occasione dell’evento, ha realizzato un complesso di installazioni che interagiscono con le opere classiche ed egizie site nelle stanze del MANN.
Tra le creazione, è presente un chiaro riferimento alle collezioni Farnese ed Egizie del Museo Archeologico di Napoli nella levigatura delle dinamiche posturali ed espressive delle sue opere. Il topos si focalizza sulla centralità della figura umana come personificazione degli ideali classici di eticità e purezza, visti come archetipi dell’arte universale.
Questa propensione all’argomento si estrapola dal titolo stesso della mostra, Autarchia, che indica quella condizione di autosufficienza del sapiente, che rifiuta le convenzioni organolettico sociali in virtù di autoregolamentazioni che lo possano condurre al bramato concetto di felicità.

Secondo quanto detto, Demetz interpreta come autore dell’opera la materia che si presta e chi la definisce attraverso un incontro di processi scultoree lasciati nella condizione di infinitezza. Il termine dell’incompiutezza si concretizza nella creatività dell’artista, come fusione di creazione di un’idea e trasformazione in materia.
L’artista si inebria di nuove forme dimensionali nate dal rapporto tra il pensiero creativo e la spinta realizzativa: plasmare la materia attraverso la sperimentazione potrà raggiungere la più autentica forma di espressione.
Aron Demetz è uno degli artisti italiani più acclamati nella ricerca delle radici della tradizione artistica occidentale, per tale motivo solo uno scultore del suo livello poteva sapientemente confrontarsi con i capolavori del MANN.
Attraverso le sue sculture l’artista riesce a coinvolgere lo spettatore in un dialogo ideale con le statue storiche e quelle inserite dall’autore. Il risultato è la giusta coesione tra antico e contemporaneo, un’eternizzazione dell’arte attraverso un dialogo spaziale plasmato dallo scultore.