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Gli avversari del Napoli e i loro tecnici

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Il Pallonetto

Gullit

Bonucci e il possibile ritorno alla Juventus? Dodici mesi fa Leo aveva salutato il capoluogo sabaudo cinquant'anni dopo il chiarimento tra Edmondo Fabbri e Gigi Meroni. E nel 1967 si chiudeva il ciclo della Grande Inter, nell'ultima stagione nerazzurra di Armando Picchi: il capitano di quella squadra che però aveva uno scarso feeling con il tecnico.
Anche con Mariolino Corso -futuro allenatore della Primavera partenopea- Helenio Herrera aveva un rapporto difficile. E se nella Milano rossonera si ricordano le pressioni di Marco Van Basten per l'allontanamento di Sacchi, nell'annata 1992-'93 Ruud Gullit aggredì Fabio Capello. In quella stagione Sebino Nela lasciò Roma per le divergenze con Boskov e raggiungeva 'Città nuova': il difensore ligure ha esordito con la casacca partenopea in Napoli-Fiorentina del 29 novembre e proprio a Campo di Marte vestì per l'ultima volta la casacca giallorossa (anche se era rimasto in panchina). Era il primo campionato da titolare di Christian Panucci, il quale ha avuto non pochi attriti con gli allenatori. E l'annata del congedo di Aldo Agroppi, che a Firenze ritrovava Antognoni dopo le incomprensioni del decennio precedente. L'uomo di Piombino succedeva sulla panchina gigliata a Gigi Radice: l'uomo della Brianza che nella seconda esperienza sulla sponda granata del Po si è scontrato con Leo...Junior.  E la polemica Ventura-Insigne per il mancato ingresso di Lorenzo contro la Svezia? <<A Pistoia ho avuto come allenatore Mondino Fabbri. Ancora  nel 1980, non c'era stadio in cui si andasse a giocare che non gli urlassero contro ''Corea Corea''. Ricordo la sofferenza dell'uomo, ed erano trascorsi già molti anni. Mi auguro che a Ventura tutto questo possa essergli risparmiato>>, ha dichiarato Mauro Bellugi otto mesi fa in un'intervista al Guerin Sportivo. E attualmente sono ottimi i rapporti tra Gullit e il tecnico bisiaco. Quando trent'anni fa nei Paesi Bassi si gustava l'unico alloro degli 'Oranje', lasciavano Napoli i 'dissidenti' Bagni, Ferrario, Giordano e Garella. Ma queste sono altre storie.