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L’intervista al Prof. Michelino De Laurentiis, primario di senologia all’ospedale Pascale di Napoli

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Il Palazzo

michelino

Professore, per cominciare facciamo una premessa sui tumori della mammella

La maggior parte dei progressi sul tumore della mammella sono cominciati quando abbiamo capito che non si tratta di un'unica malattia ma di una famiglia di malattie con caratteristiche biologiche  molto diverse tra loro e  che hanno in comune una sola cosa quella di originare nello stesso organo: la mammella.
Attualmente sappiamo che esistono 4 sottotipi principali di tumore della mammella , identificati agli inizi del 2000. Tale classificazione  adesso è abbastanza codificata tanto da rappresentare la base non solo di quella che è la nostra strategia terapeutica ma soprattutto dei vari  protocolli di ricerca. I quattro sottotipi di tumore sono :  Luminal A e Luminal B , si tratta di tumori endocrino sensibili nel senso che rispondono alla terapia ormonale, Her2 +  sensibili ai farmaci anti her 2 , Triplo negativi che non sono sensibili alle tre  classi di farmaci precedenti e rappresenta il sottotipo più difficile da gestire.

Quali sono le novità più importanti emerse al congresso di Chicago del 2017?

Una novità importante emersa a Chicago è quella relativa ad un test genomico che si chiama Oncotype DX. Si tratta di un test  già noto da tempo ma grazie ai risultati presentati a Chicago siamo in grado di utilizzarlo in modo molto più raffinato. Essendo un test genomico, l’Oncotype DX si esegue direttamente  sul tumore per individuarne le varie caratteristiche e non sul DNA della persona. In particolare, grazie a questo test  siamo in grado di capire con grande precisione  quali donne, colpite da tumore alla mammella, non   devono sottoporsi a chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. In realtà questo test si applica ad un solo sottotipo di tumore : il luminal b perché, mentre per  gli altri sottotipi di tumore la strategia terapeutica da seguire è nota indipendentemente da questo test, il Luminal b  è l’unico sottotipo di tumore rispetto al quale possiamo usare sia la che mio che la terapia ormonale. L’unico problema è che questo test non è ancora rimborsabile dal sistema sanitario nazionale. Tuttavia, l’istituto Pascale , grazie ad un finanziamento della regione campania, è riuscito a garantire gratuitamente  tale test genomico fino a qualche tempo fa. Altre novità importanti emerse a Chicago  riguardano i tumori in fase avanzata. Merita di essere citato in particolare lo studio Monnalisa 3, di cui l’istituto Pascale è tra i primi centri di ricerca oncologica nel mondo che ha lavorato su questo progetto scientifico, conseguendo gli ottimi risultati illustrati a Chicago.  Si tratta di uno studio incentrato su una categoria di farmaci recentemente introdotta : gli inibitori delle cicline che potenziano l’efficacia dei trattamenti ormonali nelle pazienti che hanno un tumore metastatico sensibile alle terapie ormonali.  Lo studio ha specificatamente studiato il ribociclib , uno degli inibitori delle cicline ma le informazioni acquisite, all’esito dello studio Monnalisa 3 , sono utili per tutti i farmaci di questa categoria.

Quali sono i più importanti filoni di ricerca su cui state lavorando all’istituto pascale?

Al pascale ci sono circa 60 protocolli di ricerca attivi sul tumore della mammella . i due filoni di ricerca principali riguardano l’ immunoterapia e i vaccini terapeutici. In merito alle ricerche relative ai   modulatori dei checkpoint  immunitari,  questi studi  interessano  soprattutto i tumori  triplo negativi , che sono i più difficili da trattare e quindi speriamo che l’immunoterapia possa portare a risultati soddisfacenti anche nel trattamento di questo tipo di tumori. Gli immunoterapici, in particolare, non colpiscono il tumore, ma ‘ tolgono il freno al sistema immunitario’ riattivandolo e consentendogli di aggredire il tumore specifico di cui è affetta la paziente. I vaccini terapeutici, invece,  sono un ulteriore evoluzione : attivano in modo specifico il sistema immunitario contro il tumore.’ Insegnano’ al sistema immunitario a combattere contro quel tumore specifico.  In particolare si tratta di vaccini terapeutici quindi si somministrano a persone già malate affinché il sistema immunitario sia messo in condizione di aggredire il tumore.


Ci parli di questa scoperta importante che riguarda i farmaci biologici

L’istituto Pascale si è distinto anche sotto questo aspetto. Infatti, siamo stati i primi al mondo , nel trattamento del sottotipo Her2+,  a combinare in un’unica iniezione sottocutanea due anticorpi monoclonali. In particolare, si tratta di due anticorpi che già conoscevamo ma che non potevano essere usati assieme nella fase preoperatoria. Venivano usati solo singolarmente e solo per via endovenosa. Attualmente, invece,  possono essere usati in un unica iniezione sottocutanea e in fase preoperatoria. Si tratta di un trattamento molto efficace perché nell80% dei casi il tumore sparisce completamente mentre nel 95% dei casi si riduce sensibilmente.


Secondo lei, cosa spinge brillanti medici e ricercatori a restare al sud Italia?.

Secondo me ciò che spinge brillanti ricercatori a restare a sud è un senso di appartenenza alla propria terra e il desiderio di realizzare qualcosa di buono per il proprio paese e la propria gente. Tuttavia lavorare al sud è estremamente difficile. Tutte le volte in cui mi confronto con i miei colleghi che lavorano nel nord italia mi sento mortificato  sia per la qualità delle infrastrutture ospedaliere sia per il numero molto ridotto di risorse che ho a disposizione nel mio reparto e non mi riferisco solo alle risorse economiche. La verità è che  abbiamo bisogno di  maggior personale e di una riqualificazione profonda delle strutture. Naturalmente chi risulta penalizzato da tutto ciò non siamo tanto noi ricercatori  , quanto le donne, le nostre pazienti . Ma in termine di offerta terapeutica, di qualità della ricerca e di alta specializzazione dei nostri ricercatori e medici non siamo secondi a nessuno.