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Cricumvallazione e degrado

Scritto da Antonio Zapelli Il . Inserito in Succede a Napoli

circumvallazione esterna nuova rapina

La situazione della Circumvallazione, che collega tutti i paesi della provincia a Nord di Napoli con il capoluogo, è a dir poco degradante. La prima cosa che si nota è l'acqua sgocciolante che, come lascito delle recenti piogge, forma sui marciapiedi, laddove esistono, dei piccoli acquitrini.
Mura annerite, facciate ammuffite. Guardrail in parte divelti e, tutt’intorno, spazzatura abbandonata. Nei giorni post tragedia di Genova, è un quadro desolante rispetto alle condizioni di alcuni tratti dell’Asse Perimetrale ed Asse Mediano, nei pressi della Circumvallazione Esterna. Purtroppo non c'è un punto che sia in condizioni migliori di un altro: la criticità si presenta a partire dall'inizio della circumvallazione, a Volla, fino a Marano. Nei pressi di alcuni cantieri e aree adibite a deposito, il lento scorrere delle goccioline dimostra una certa permeabilità del cemento. A dimostrarlo anche l’intonaco scrostato a sostegno del viadotto dell’Asse Mediano, fondamentale per raccordare l’area Nord a quella Vesuviana o per raggiungere mete come Sorrento e Castellammare di Stabia. All’altezza degli svincoli (parte di questi ancora chiusi) tra Melito e Mugnano ancora macchie di umido segno che chi di competenza non è passato proprio di recente a rendersi conto dello stato dei luoghi della Perimetrale. Essa è caratterizzata da molti imbocchi ormai chiusi da decenni, che sembrano presentare una qualche forma di instabilità che renderebbe dispendioso e laborioso il lavoro di collaudo e di riapertura, come pure avverrà per alcuni degli svincoli dell’Asse Perimetrale ed Asse Mediano messi a gara dalla Città Metropolitana. Senza contare della spazzatura giacente, compresa le siringhe usate dai tossicodipendenti. E i funzionari, i dirigenti e i politici della Città Metropolitana, dove sono? Troppo occupati in querelle sullo stadio o sulla teorizzazione di un nuovo conio, forse...