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Il PD può solo affidarsi a San Gennaro

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Funiculì, funicolà

 bassolino a san gennaro

L’immagine di Antonio Bassolino nel Duomo di Napoli, in occasione delle celebrazioni per la festa del santo patrono, sono anche un’immagine della decadenza del centro sinistra?

Il 19 settembre, a Napoli, ci si reca in cattedrale per pregare ed attendere che San Gennaro faccia il miracolo, che il suo sangue si sciolga in segno di buon auspicio. Chi partecipa alla funzione lo fa per i motivi più disparati: per fede, per devozione, per tradizione, per accattivarsi qualche simpatia o, semplicemente, per incontrarsi. Io ho incontrato lo sguardo di Antonio Bassolino ed ho pensato al centro sinistra italiano. Un pensiero tutto mio, s’intende, solo stimolato dall’inconsapevole personaggio politico che mi sono trovato di fronte.

Lungi dall’esprimere in questa sede giudizi su colui che è stato deputato, sindaco di Napoli, Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel primo governo D'Alema e presidente della Regione Campania, su una personalità che come poche altre ha incarnato a torto o a ragione la rinascita e la decadenza del capoluogo partenopeo, su una figura che ha attirato su di sé speranze e delusioni, un paragone con la parabola del centro sinistra italiano non è peregrino.

In un passato non troppo lontano, il centro sinistra ha avuto l’onore e l’onere di gestire la cosa pubblica diverse volte in Italia, a Napoli ed in Campania per molto più tempo. Quel centro sinistra, oggi, è smarrito, come mi è apparso smarrito il buon Bassolino immortalato nella foto in cattedrale. Il centro sinistra, nell’ultimo decennio, identificato grossomodo con il Partito Democratico (PD), ha attirato consensi, ha aggregato persone delle più disparate estrazioni sociali e culturali, è stato una fucina di idee progressiste, ha portato avanti delle riforme, ha gestito il potere, tanto potere.

Oggi, il centro sinistra, quel che ne resta, non è sull’altare maggiore del Duomo di Napoli tra tutti gli onori, come invece era sua abitudine, ma tra la gente comune assiepata nella navata della chiesa, ignorato da tutti i fedeli, impegnati a scattare foto con il telefonino per consegnarsi alla realtà virtuale più che a quella reale. Il centro sinistra è incredulo di dove sia finito, forse a disagio in mezzo a quella folla che una volta lo cercava e che esso sapeva comprendere e guidare, un centro sinistra sicuramente triste per come sono andate le cose, rassegnato all’ineluttabile declino.

Il PD, che era diventato il perno del sistema politico italiano, è passato dalla vocazione maggioritaria alla marginalità. Del resto, «con questi dirigenti non vinceremo mai», diceva Nanni Moretti. Pare che con questa classe dirigente si sia non vinto, eppure si abbia governato, infine si abbia perso. Saprà questa classe dirigente ritrovare il senso dello stare assieme e l’identità del PD? O meglio, saprà riconfigurare l’identità che il PD rappresentava e che aveva attirato tante energie da tutta Italia? Non credo. Molte delle idee fondative di quel moderno partito progressista sono ancora valide ma è necessario un rinnovamento completo della classe dirigente a tutti i livelli.

In Italia bisogna tornare alla serietà ed il centro sinistra può elaborare delle proposte serie per affrontare questioni quali la denatalità, la sostenibilità del welfare, una buona gestione dei fondi europei, la tassazione in Italia dei colossi del web, la diminuzione del lavoro grazie alla robotica e all’intelligenza artificiale, una strategia per uscire dalla spirale del rancore che ci avvolge.

Non è questa la sede per sviluppare un’analisi approfondita ma, indubbiamente, chi ha passione per la politica, sia questi un militante o un dirigente di partito, si ritrova smarrito e si domanda come sia potuto accadere tutto ciò. Forse prega, chiede un segno dal cielo, fa appello a San Gennaro. Allora, San Gennaro, fai il miracolo! Resuscita il PD! Perché c’è ancora bisogno di sinistra in Italia e in Europa, come c’è bisogno di un centro destra che si contrapponga ad un centro sinistra in un confronto onesto all’insegna del rispetto reciproco e della verità.

Foto a cura di Andreas Schwab