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Unità europea e difesa della democrazia

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Vac 'e Press

europea

“Forsitan et haec meminisse juvabit” furono le ultime parole di Eleonora Pimentel sul patibolo. Forse sarà bene che queste cose venissero ricordate”

Ecco vorrei che anche la parole che seguono fossero ricordate perché sono importanti. Non sono mie. Sulla “NEWSLETTER” di ieri 2 ottobre 2018 di Foreign Affairs è comparso un articolo firmato da Andrea Kendall Taylor e David Shullmann, intitolato ‘Come Russia e Cina minano le democrazie’, con la domanda: ‘Possono i paesi occidentale resistere alla minaccia?’

L’articolo parla della crescente preoccupazione che dovrebbe destare il rapporto sempre più stretto fra Cina e Russia sul piano della collaborazione politica e militare, giunta addirittura alla programmazione di manovre militari comuni. Cina e Russia insieme possono mettere in campo oltre 4 milioni di soldati, potentemente e modernamente armati supportati da un vasto arsenale nucleare dotato un enorme parco missili intercontinentali. La Cina soprattutto con l’economia, gli investimenti e la diplomazia sta occupando sempre più spazio in Asia ed Africa mentre la Russia si installa sempre più decisamente in Medio Oriente con una massiccia presenza militare. L’azione di Cina e Russia non si limita alla esibizione di muscoli ma procede anche per vie diplomatiche, politiche ed economiche. Esse coordinano la loro azione nelle istituzioni internazionali per affermare la loro concezione del futuro assetto del mondo.

Gli articolisti notano che entrambe le potenze stanno capitalizzando la montante ondata di nazionalismo e sovranismo a loro vantaggio, né si fanno scrupolo di intervenire nella vita politica interna dei rivali.

Ormai tutti sanno che l’elezione di Trump è anche effetto dell’intervento diretto dei russi nella campagna elettorale con una ben orchestrata campagna di fake news e messaggi provocatori tesi a discreditare Hillary ed a vantaggio di Trump. Un Presidente USA eletto con l’aiuto dei russi dovrebbe preoccupare il mondo. L’obiettivo comune è l’indebolimento dell’ Europa e la sua divisione. Ci sono prove documentali dell’intervento

russo nella Brexit e nella crisi catalana. La loro campagna di disinformazione insiste molto sulla rappresentazione della UE come una istituzione alla quale opporsi in nome della identità nazionale.

Esattamente ciò che sostengono Di Maio e Salvini, il quale ostenta le sue simpatie per Putin ed i suoi sostenitori come Orbàn.

La contiguità territoriale fra l’impero russo e l’Europa rende molto più attuale la minaccia russa. Sull’unità europea grava una grande responsabilità ovvero quella di essere il principale argine all’avanzare dei totalitarismi e la maggiore garanzia per la sussistenza e l’espansione della civiltà europea, colonna e cardine di quella occidentale.

L’influenza russa sulla elezione di Trump sta dispiegando tutta la sua importanza osservando la politica di ostilità di Trump verso l’Europa e la messa in discussione di legami diplomatici storici. La politica di Trump sta danneggiando non solo i rapporti fra USA e UE ma anche gli stessi interessi USA.

Una politica autolesionista che preoccupa tutto l’establishment USA.

Anche la manovra irrazionale contro l’Iran ha gravi ricadute sull’economia europea e sul suo sistema produttivo. La campagna anti-EU dei sovranisti nostrani rientra in questo attacco delle grandi potenze autoritarie che si servono con grande abilità del WEB in questa campagna di disorientamento organizzato dell’opinione pubblica. La sua influenza si è avvertita anche nella nostra ultima campagna elettorale mediante insistenti campagne di disinformazione curata da centrali russe come sanno bene i nostri servizi segreti che in questa occasione si sono comportati come CIA e FBI in Usa. L’ostilità al comunismo giustifica molti crimini.

Oggi il messaggio dei populisti illiberali e anti EU e dei sovranisti ha una risonanza crescente e Mosca tenta di amplificarne la rappresentazione come patrioti difensori della sovranità nazionale.

In questa visione è centrale l’idea che solo indebolendo la democrazia e accelerando il declino dell’influenza dell’Occidente Russia e Cina possano riuscire a realizzare i loro obiettivi.

Il fatto è che la Russia sta attivamente alimentando i sentimenti nazionalisti contro l’integrazione europea per rendere l’UE un attore non decisivo né una realtà coesa In questa ottica globale in cui due potenze autoritarie sono intenzionate a deformare la politica internazionale ed a ostacolare il progredire della democrazia nel mondo che ne è privo emerge in tutta la sua gravità la funzione dei fiancheggiatori nostrani attualmente al governo.

Le pulsioni sovraniste sono nemiche dell’interesse dell’Italia e sono oggettivamente complici delle mire espansioniste di una Russia ansiosa di realizzare un sogno secolare : l’accesso al Mediterraneo. L’uscita dell’Italia dall’UE, rovinerebbe il Paese ma aprirebbe i nostri porti ai russi con tutte le conseguenze che ciò avrebbe negli equilibri internazionali.

Queste considerazioni rendono più cogente la necessità di una opposizione che si impegni per salvaguardare l’unità del Paese e la necessità di conservare all’Italia il suo posto nel consesso internazionale come membro autorevole dell’Unione Europea.