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Nunzio Sulprizio e Don Vincenzo Romano: due nuovi santi venerati a Napoli

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Vac 'e Press

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Il 14 ottobre, Papa Francesco ha proclamato 7 nuovi santi, dei quali due sono venerati a Napoli: Nunzio Sulprizio e Don Vincenzo Romano.

Nunzio Sulprizio nacque a Pescosansonesco, in Abruzzo, il 13 aprile 1817. Il padre è un calzolaio e la madre lavora come filatrice, ma li perde entrambi quando era ancora bambino. Egli fu affidato alla nonna materna, dalla quale apprese l’arte della preghiera e le verità profonde della fede. A nove anni rimase nuovamente solo. Venne così affidato a uno zio materno, fabbro, burbero e violento. In bottega, sfruttato senza pietà, Nunzio Sulprizio viene trattato molto duramente, costretto a portare pesi inappropriati alla sua età ed alla sua corporatura per chilometri, nonostante il gelo o il caldo torrido. Infatti, tra i maltrattamenti dello zio, iniziarono anche le sofferenze fisiche: si ammalò gravemente di un tumore osseo e fu mandato a Napoli all’Ospedale degl’Incurabili. Uno zio paterno lo raccomandò al colonnello Felice Wochinger, che lo prese con sé e ne ebbe cura come un vero padre. Il ricovero durò 21 mesi. Sofferente tra i sofferenti, portava sollievo e aiuto. Fu dichiarato malato incurabile. Aggravatosi e costretto a letto, a 19 anni, il 5 maggio del 1836, morì. Tutta dedicata a Dio, la vita di questo giovane fu segnata da due grandi amori: “l’Eucaristia e la Madonna”. Nel 1963, Papa Paolo VI, durante il Concilio Vaticano II, lo proclamò beato.

Egli è ritenuto un modello per i giovani operai e per tutti i giovani lavoratori, viene considerato il protettore degli invalidi e delle vittime del lavoro e, tanto più oggi, in un tempo nel quale i diritti dei lavoratori sono messi duramente alla prova, la sua figura è particolarmente simbolica. La scelta di Papa Francesco di elevare agli onori degli altari il giovane operaio abruzzese proprio nel pieno del Sinodo dei giovani, il cui tema è “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, che si svolge dal 3 al 28 ottobre a Roma, non sembra affatto casuale. Papa Francesco, nell’omelia tenuta in occasione delle canonizzazioni, ha ricordato in particolare il «nostro ragazzo abruzzese-napoletano, Nunzio Sulprizio: il santo giovane, coraggioso, umile che ha saputo incontrare Gesù nella sofferenza, nel silenzio e nell'offerta di sé stesso».

Don Vincenzo Romano nacque nel 1751 a Torre del Greco (Napoli) e qui trascorse tutta la sua vita, santificandosi nel ministero sacerdotale e nell’esercizio delle funzioni di parroco, nella parrocchia di Santa Croce. Egli fu un saggio educatore di tantissimi giovani, diversi dei quali avviò al sacerdozio. Inoltre, si distinse come evangelizzatore della popolazione rurale, misericordioso soccorritore dei poveri e degli ammalati, zelante ministro del culto liturgico e della celebrazione dei sacramenti, fervente annunciatore della Parola di Dio. Nel 1794, a seguito della rovinosa eruzione del Vesuvio che distrusse la chiesa parrocchiale e gran parte della cittadina di Torre del Greco (15 giugno 1794), Don Vincenzo Romano divenne l’anima della rinascita materiale e spirituale di Torre del Greco, lavorando al fianco degli operai per ricostruire la cittadina. Ricco di meriti e circondato da un’indiscussa fama di santità, morì il 20 dicembre 1831.

Grazie al suo infaticabile lavorare a favore dei poveri, dei malati, dei marittimi e dei bisognosi, don Vincenzo Romano si guadagnò dalla popolazione locale l'appellativo di "prevete faticatore" (prete dei lavoratori). Grazie a lui fu istituita la figura del cappellano di bordo sulle navi, proprio perché,

allora, molte imbarcazioni partivano da Torre del Greco per la pesca del corallo sulle coste della Tunisia o della Sardegna e don Vincenzo Romano si adoperò affinché fosse imbarcato anche un prete e un medico che si prendesse cura dei suoi parrocchiani. Fu beatificato da Papa Paolo VI nel 1963, che lo definì «precursore della carità sociale nella Chiesa dei nostri giorni». Egli è il patrono dei parroci e dei sacerdoti della Campania.

Nicola Campanile, Segretario del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC) della Diocesi di Napoli, ricorda che «il Cardinale Corrado Ursi, Arcivescovo di Napoli dal 1966 al 1987, affidò proprio al MLAC napoletano il compito particolare di promuovere la canonizzazione del Beato Nunzio Sulprizio. L’Azione Cattolica ed il MLAC sono da tempo impegnati a far conoscere questa splendida figura di giovane operaio, particolarmente significativa nell’epoca che stiamo vivendo». Altrettanto rilevante è la figura di don Vincenzo Romano, «anch’egli un lavoratore al fianco dei lavoratori, che si batté per garantire ai lavoratori imbarcati la presenza di un prete ed un medico a bordo delle navi».