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La Metis e la Pratica Filosofica a Napoli

Scritto da Evelina Parente Il . Inserito in Vac 'e Press

Mi sono recata presso la sede della Metis a intervistare Giovanna Borrello, già docente in Filosofia e Bioetica presso la Università Federico II di Napoli, fondatrice e curatrice della Metis, scuola di counseling filosofico, unica nel centro-sud, accreditata SICO (Società Italiana di Counseling).

La Metis è una scuola che conosco molto bene: proprio qualche settimana fa ho discusso la tesi di fine triennio che mi ha permesso di prendere il diploma in counseling filosofico. Lo step finale, sarà, a breve, quello di accreditarmi a livello nazionale, presso la SICO, così da essere registrata come counselor filosofico nei loro Registri Nazionali e possedere una professione a tutti gli effetti.

Giovanna Borrello è da ormai dodici anni che con determinazione porta avanti il progetto Metis, e in questi ultimi tre anni ho potuto toccare con mano quanto sia efficace e produttivo l’insegnamento della scuola al fine della professionalizzazione in materia di counseling e, più in generale, per la diffusione di una cultura filosofica che non sia solo necessariamente accademica, ma che, ritornando in qualche modo alle origini, sia più spendibile dentro la nostra complessa società contemporanea.

D. Come le è nata dodici anni fa l’idea di dar vita ad una scuola di counseling filosofico nella città di Napoli?

R. “Avevo ormai quasi compiuto 40anni d’insegnamento in Filosofia presso la Università Federico II di Napoli e anche abbondantemente esaurito gli stimoli e gli entusiasmi degli inizi, perché l’ambiente universitario con la sua routine annoia e quindi finisce per uccidere lo spirito filosofico. Da poco era uscito il libro di Lou Marinoff, Platone è meglio del Prozac, il primo in America ad aver scritto sulla pratica filosofica come “cura di sé” e io che già da quando frequentavo filosofia ero attratta dalla psicologia(allora con la laurea di Filosofia si poteva diventare Psicologo), ma avevo scelto di seguire Aldo Masullo nella ricerca filosofica, ho pensato di poter realizzare quel sogno. Questa scelta era in continuità con il mio antico desiderio di fare la psicologa, anche se c’è molta differenza tra la psicologia e la psicoterapia e il counseling filosofico. Di fatto ho imboccato la strada che avevo scartato alla fine dei miei studi universitari: quella di interessarmi della sofferenza esistenziale di uomini e donne in carne ed ossa non solo attraverso la ricerca filosofica.

D. Qual è la differenza tra la cura filosofica e le pratiche psicoterapeutiche

R. “Il counseling filosofico è una pratica basata esclusivamente sul dialogo filosofico e su strumenti prettamente filosofici, come esercizi e giochi filosofici, non usa né tecniche né test, né diagnosi, tutto si risolve nel “qui ed ora” del dialogo; non cura patologie, cura la mente (pensieri ed emozioni), problematiche non patologiche ma che, se non risolte, possono sfociare nella patologia, cura cioè l’anima, intesa in un senso più ampio della mera psiche oggetto della Psicologia, intesa in senso socratico. Che cosa più della Filosofia può curare l’anima, lo spirito come espressione dell’identità e vitalità umana? Socrate, che è stato il primo curatore di anime, ben lo sapeva”.

D. C’è un ordine professionale che garantisce serietà e competenza per una professione così nuova (forse così antica)?

R. “E’ previsto dalla legge gennaio/2013 che associazioni professionali in counseling possono inserire nei loro Registri Nazionali (dei veri e propri albi professionali), previo esame, persone che abbiano già conseguito un diploma triennale in counseling. La Metis è l’unica scuola del centro-sud accreditata dalla SICO (Società Italiana Counseling), una delle più antiche associazioni professionali italiane in materia.

D. Come mai secondo lei la filosofia è diventata così accademica? C’è un futuro per la filosofia che sia diverso e oltre quello delle scienze positive?

R. La filosofia ha origini antichissime, le Università hanno origine molto più recenti, quindi è stato conseguente che la Filosofia, come altre discipline, entrasse a far parte dell’Accademia. Ma come molte volte ha sostenuto il mio maestro, Aldo Masullo, una cosa è insegnare filosofia, anche all’Università, altra cosa è essere Filosofo. L’insegnante, per lo più, trasmette contenuti elaborati da altri, i filosofi creano nuovi contenuti. Certo ci sono stati e ci sono docenti Universitari che sono stati anche filosofi ma la cosa non sempre coincide, a partire ovviamente dalla nascita delle Università, ma la Filosofia ha un’ origine antichissima e nelle scuole ellenistiche non si insegnava la filosofia teorica, s’insegnava a vivere. Credo poi, per rispondere alla seconda parte della sua domanda, che il futuro della Filosofia sia proprio nella sua diversificazione dalle scienze positive che si stanno molto evolvendo, ad esempio, le Neuroscienze. Più queste si evolvono e più c’è bisogno di Filosofia, anche rispetto alle nuove tecnologie, più queste si evolvono e più si ricorrerà alla Filosofia. La filosofia può dare all’uomo quell’autonomia e libertà che tecnologia e scienze positive gli sottraggono. C’è bisogno di ritornare alle origini, a Socrate che impersonava il filosofo come guida dell’uomo verso una Buona Vita. Il counseling filosofico della Metis mette al centro della sua formazione, proprio il dialogo socratico.

D. E’ una pratica quella del counseling filosofico o consulenza filosofica più di tipo individuale o di gruppo?

R. “Il counseling filosofico si può svolgere sia con un singolo individuo che in gruppo.,

La finalità è quella di indirizzare le persone a vivere meglio la propria vita quotidiana, di vivere una “buona vita” come dicevano i filosofi greci. In una società complessa come quella attuale c’è bisogno di aiuto nell’affrontare le problematiche dell’esistenza, difficoltà dovute a malattie e lutti, relazioni di coppia, rapporti con i figli, difficoltà nello studio, nel lavoro etc.

II counseling filosofico Metis usa nella cura esclusivamente la filosofia, quella orientale e socratica, la fenomenologica esistenziale, il Pensiero della Differenza (l’unica filosofia pratica attuale). Gli altri tipi di counseling come quello psicologico si rifanno invece a psicoterapie corrispondenti, e il counseling transazionale si rifà alla psicoterapia transazionale e cosi via, il counseling sistemico alla psicoterapia sistemica, difficile stabilire poi la differenza tra il counseling e la psicoterapia”.

D. Nel Mezzogiorno d’Italia, area più disagiata rispetto a quella del Nord , c’è, secondo lei, una domanda di occupazione per una professione così particolarmente specializzata.

R. Nel Mezzogiorno purtroppo più che una domanda di occupazione c’è una domanda di “posto fisso”, di reddito di cittadinanza, etc etc. Al Nord il counselor filosofico è già divenuto una professione, e da tempo. Molti sono gli studenti laureati in Filosofia o in materie umanistiche che abbracciano questa professione. Hanno aperto studi e associazioni e collaborano con scuole, carceri, aziende e altre istituzioni. Qui al Sud quando ho aperto 12 anni fa la scuola non sapevano nemmeno di cosa si trattasse. I primi allievi sono stati insegnanti, avvocati, professionisti di ogni genere, anche una guida turistica, che avevano bisogno di strumenti in più per esercitare meglio la loro professione, ma è già da qualche anno che si iscrivono giovani laureati. Anche perché mentre al Nord il mercato è già saturo, qua è ancora aperto e possono veramente cogliere la loro occasione di occupazione, senza espatriare. Ma consiglio, anche a quelli che non vogliono svolgere la professione, a tutti quelli per intenderci che amano e studiano la filosofia di fare almeno un Master annuale di Counseling filosofico. La Filosofia accademica si è del tutto allontanata dalla sue origini, ossia dalla pratica filosofica di Socrate e delle Scuole Ellenistiche, senza capirne le origini non si può comprendere a fondo la Filosofia.

C’è bisogno soprattutto al Sud di un cambio di mentalità e non solo per questa professione . Metis è anche impegnata in questa battaglia culturale, non solo con i suoi corsi ma con seminari, presentazioni di libri, lectio magistralis aperte al pubblico.

Ci sarà proprio il 13 Novembre ore 16,30 presso l’Istituto di Studi Filosofici un seminario aperto a tutti dal titolo: Etiche a confronto delle nuove tecnologie. Dialogo tra un filosofo e una scienziata. Con Berardo Impegno (filosofo) e Cloe Taddei Ferretti (scienziata).

Evelina Parente