fbpx

Portieri si rinasce, con Totò e il prof Bellavista, dopo i 50 anni

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Vac 'e Press

toto

Scrivi “portiere” e le battute fioccano, anche uscendo dal significato calcistico della parola. La rappresentazione teatrale di “Così parlò Bellavista”, libro di Luciano De Crescenzo che ha avuto anche una versione cinematografica, ha storicizzato non soltanto la figura del “portiere del palazzo”, ma anche quella del “sostituto” e del “vice sostituto portiere”, il celebre don Armando.
Il portiere, al di là delle battuta di Totò: “Portieri si nasce”, potrebbe dar vita ad un progetto di legge per creare posti di lavoro, soprattutto a Napoli e nel Meridione.

Gli over 50, disoccupati o licenziati da altra attività, potrebbero ricollocarsi in un ruolo centrale per gli attuali stili di vita praticati nella nostra città. Si pensi alle migliaia di raccomandate che vanno smarrite per l’assenza del destinatario, alle cartelle di Equitalia (Agenzia delle Entrate Riscossione) non notificate, ai tanti sconosciuti che entrano nei condomini a vendere, proporre, magari rubare o truffare. Oppure, oltre alla semplice sorveglianza diurna dello stabile, all’”occhio” che vigila su donne e bambini, che forse evita aggressioni e rapine. Purtroppo il numero dei portieri è notevolmente diminuito per una ragione ben precisa: i costi, eccessivi per chi deve pagare le bollette recapitate dall’amministratore del condominio.

Ecco la proposta: per agevolare le assunzioni di aspiranti portieri, il Parlamento potrebbe sgravare gli oneri fiscali e previdenziali, cioè “fare uno sconto” sulle trattenute. Gli over 50, in questo modo, sarebbero accompagnati alla pensione, i condòmini sopporterebbero spese notevolmente inferiori e gli amministratori non si troverebbero a fronteggiare, come spesso accade, migliaia di euro di arretrati per imposte e contributi, maggiorati di interessi e sanzioni.

Portiere si può anche rinascere, se si vogliono creare posti di lavoro.