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“Terrore e miseria del Terzo Reich” dà il via alla ventitreesima stagione dell’Elicantropo

Scritto da Vitaliano Corbi Il . Inserito in Teatro

TERRORE E MISERIA DEL TERZO REICH PH Guglielmo Verrienti4

Il “piccolo” palcoscenico napoletano del teatro Elicantropo, culla ormai nota di arte vivace e stimolante, sarà acceso da una rappresentazione dall’elevato spessore storico e non solo, fino all’11 novembre, ultimo giorno in cui andrà in scena “Terrore e miseria del Terzo Reich”, con la regia di Carlo Cerciello.

La potenza insita nell’opera di Bertolt Brecht si fa corpo e materia grazie alla performance degli allievi ed ex allievi del Laboratorio Teatrale Permanente, capaci di immergersi emotivamente per poi rilanciare verso il pubblico, rinnovata di una carica euristica, la sofferenza vissuta dal popolo durante il regime del Terzo Reich.

Già Brecht, proprio in quel periodo, aveva magistralmente dato voce a quel popolo martoriato dopo essere stato abbandonato a se stesso e al proprio disagio, che se analizzato in profondità, è condizione che persiste ancora oggi.

Perché lo spettacolo firmato Cerciello non è affatto un resoconto storico dai toni descrittivi ma il tentativo riuscito di mostrare l’invisibile, ciò che è occultato, con un atteggiamento di ricerca da “penetratore degli infingimenti” e con lo scopo di mostrare l’altra faccia della medaglia, quella che spesso è destinata a toccare il palmo della mano e a non essere mai rivolta verso l’alto, costretta al silenzio.

Il tutto è mostrato attraverso una satira graffiante, grazie a battute dissacranti in grado di far implodere dogmi rigidamente statici e riflessioni acute capaci di demolire le ipocrisie più vili di un momento della storia indubbiamente cupo.