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Caos trasporti in Campania, una questione senza fine

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Funiculì, funicolà

Verdosci trasporti

Dopo gli scioperi a catena degli ultimi giorni che hanno messo in ginocchio la mobilità di Napoli e provincia in particolare, continuano i botta e risposta tra assessori di maggioranza e l’opposizione del Partito Democratico regione Campania che incalza la Regione guidata da Stefano Caldoro a trovare, col governo di Palazzo San Giacomo ed i rappresentati dei sindaci provinciali, la soluzione più consona che possa portare ad una sensibile diminuzione dei disagi che quotidianamente i cittadini di Napoli – e non solo – sono costretti a sopportare per raggiungere da casa i luoghi di studio e lavoro e viceversa.

A dare man forte al governatore Caldoro, ci ha pensato recentemente il garante degli scioperi, Roberto Alesse, intervenuto sui recentissimi stop di circumvesuviana e circumflegrea e Trenitalia, asserendo che: "Caldoro ha ragione quando afferma che i blocchi selvaggi sulla Circumvesuviana, verificatisi i giorni scorsi a Napoli, non hanno nulla a che fare con il sacrosanto esercizio del diritto di sciopero come previsto dalla Costituzione e dalla legge 146 del 1990, e finiscono solamente per ledere i diritti dei cittadini utenti. L'Autorità di garanzia per gli scioperi è disponibile a concertare con la Regione, le parti sociali e gli altri soggetti istituzionali un tavolo di confronto per discutere, già a partire dalle prossime settimane, le cause, individuando le possibili soluzioni a tale gravosa problematica''. Così in una nota Roberto Alesse, presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali”.

E come se non bastasse, anche l’assessore regionale ai trasporti Vetrella è intervenuto a difesa dell’operato del governo regionale sulla questione T.P.L. ed EavBus / EavHolding dichiarando, Urbi et Orbi, che: “Gli stipendi sono garantiti da provvedimenti già assunti dalla Regione e sono assolutamente incomprensibili le proteste strumentali e prepotenti di alcuni lavoratori”. Così l'assessore regionale ai Trasporti sui è scagliato contro la – giusta quanto dannosa per gli utenti - protesta messa in atto il 25 settembre scorso senza alcun preavviso da parte di alcuni dipendenti EAV che ha prodotto l'interruzione del servizio pubblico dei treni.
“E' evidente – ha aggiunto Vetrella - che nel momento in cui si sta esercitando il massimo sforzo per risolvere la grave crisi strutturale che viene da lontano, la protesta selvaggia di una sparuta minoranza, e del tutto immotivata, non aiuta, anzi peggiora le condizioni dell'azienda, e penalizza ancora una volta solo gli utenti, i cittadini.

Non é assolutamente possibile tollerare ancora azioni svolte contro legge come questi scioperi particolari. E' nei percorsi garantiti dalle norme che si conducono le battaglie per i diritti. Chi si mette fuori da questa logica sceglie la linea della illegalità, in particolar modo quando si agisce senza sentire il bisogno di accertarsi dei fatti. Atteggiamenti ingiustificati non devono e non possono penalizzare gli utenti che si recano presso le loro scuole, abitazioni, posti di lavoro e quant’altro. Su questo è necessario l'intervento di chi ha la competenza di prevenire, vigilare e punire comportamenti contro legge”.

Il consigliere regionale PD Antonio Marciano ha risposto prontamente alle dichiarazioni di Vetrella ed Alesse dichiarando che: “Mentre l’assessore Vetrella minaccia i vertici della holding Eav - da lui stesso nominati – gli utenti del TPL della provincia di Napoli sono dovuti correre ai ripari e, di fronte ai continui tagli alle corse della Circumvesuviana e della CircumFlegrea, non è rimasta loro altra soluzione se non noleggiare autobus di ditte private per garantire il trasporto dei ragazzi verso gli istituti e per il loro ritorno a casa. Un’operazione che è costata circa 60 euro al mese per ogni passeggero, a fronte di un abbonamento annuo per studenti di circa 170 euro.

Basta andare in luoghi come Poggiomarino, Sarno, Somma Vesuviana, Baiano, Marigliano, Pozzuoli, Baia, per verificare che sono decine e decine i mezzi in circolazione che trasportano studenti, lavoratori, intere famiglie e parlare con loro, ormai rassegnati dopo denunce e manifestazioni rimaste inascoltate. Questa è la dimostrazione concreta che il servizio di trasporto pubblico in Campania già non esiste più in alcune zone e per alcune famiglie”.

Insomma, i consiglieri regionali, provinciali e del comune di Napoli del PD suggeriscono che basterebbe tastare, una volta per tutte e come si deve, il polso della popolazione con una indagine regionale seria, per capire come intervenire venendo incontro alle esigenze di tutti, privati e cittadini, Holding ed istituzioni, ma da quest’orecchio pare che la regione non voglia ascoltare ma solo stigmatizzare le proteste ed esasperare gli animi ancor di più.

Quando smetterà tutto questo caos? Quando si decideranno le istituzioni tutte ad ascoltare tutti coloro che necessitano del T.P.L. (trasporto pubblico locale, ndr) per lavorare, studiare, vivere i comuni e la regione tutta contribuendo a sollevare l’asticella della produttività meridionale? Non ci resta che attendere tale risposta e continuare a tenervi informati.