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Le donne: patrimonio dell’umanità!

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in Teatro

rose addirose

Sabato 24 e domenica 25 Novembre, è andato in scena, al Teatro Palcoscenico “Rose addirose”, liberamente ispirato al libro “Fiore… come me” di Giuliana Covella, dove l’autrice ripercorre le storie di alcune vittime di femminicidio, partendo dalla quotidianità.
Donne semplici, vittime di uomini frustrati ed incapaci di autodeterminarsi, carnefici di persone innocenti oltre che di se stessi.

Lo spettacolo, scritto e diretto dall’astro nascente della commediografa napoletana Rossella Santoro, ha rice-vuto critiche positive, nonché una standing ovation finale. Merito , ovviamente, delle brillanti interpretazioni, della stessa Santoro e degli attori Lina Sessa, Caterina Giugno, Pasquale Minopoli e Pasquale Falconetti, in-tervallati dalle sopraffine voci di Paola Maddalena e di Gabriella Santoro, accompagnata dalle musiche del Maestro Stefano Busiello.

Allora, noi abbiamo incontrato la regista Rossella Santoro, per fargli alcune domande.

Com’è nata l’idea di “Rose addirose”?

“L‘idea è nata lo scorso anno, quando l’autrice mi chiese se avessi voluto creare una trasposizione teatrale del suo lavoro. Ovviamente, abbracciai subito l’idea con entusiasmo. Il mio Dramma nasce ispirandosi libe-ramente al libro che racconta di 10 donne partenopee ammazzate brutalmente. Io ne ho drammatizzate tre e non è stato facile iniziare a scrivere perché per me era fondamentale non incorrere nell’errore di speculare sul dolore che inevitabilmente induce il racconto di tali vite spezzate prematuramente. Poi, ho avuto una in-tuizione e ho finalmente, elaborato e scritto il testo in cui ho provato a dare rilievo anche alle figure maschili presenti, dall’altro lato della medaglia.”

Quando ha letto le storie. che cosa hai provato dentro di te?

“Naturalmente, sono storie drammatiche, ingiuste che ti lasciano rabbia, sdegno, tristezza, senso d'impotenza ed anche tenerezza e malinconia per queste donne che sono state private dell’unica cosa che desideravano: vivere!”

Nella storia ci sono tante donne forti e capaci, penso ad esempio a Michelle Obama, Jackie Kennedy, Nilde Iotti o Lady D, lei cosa pensa a riguardo?

“Sì, la storia recente è ricca di donne che hanno un loro "peso specifico", che incidono a vari livelli sulla so-cietà, vuoi culturalmente, vuoi socialmente e questo naturalmente, è un segnale positivo.”

Perché concludere con un’immagine della crocifissione?

“Perché ovviamente rappresenta l'agonia, il calvario e poi, la morte brutale di alcune donne e tra esse, quelle appunto, raccontate nel mio spettacolo che sono: Enza Cappuccio, Fiorinda di Marino e Matilde Sorrentino.”

Martedì sera il dott. Piercamillo Davigo ha detto che in Italia c’è un problema riguardante la man-canza di prevenzione e la certezza della pena. Lei è d’accordo?

“Sono perfettamente d accordo, tant'è che in "Rose addirose" c è anche un momento in cui si fa riferimento proprio a questa delicata questione.”

Cosa si sente di chiedere alla politica in questo momento, al fine di migliorare la presenza delle donne in questo campo?

“Alla politica chiedo maggiore attenzione e sensibilità verso il mondo femminile, incominciando dalla for-mazione scolastica, perché per poter cambiare certe mentalità sessiste e discriminatorie è necessario partire dai bambini, dalla scuola incentivando e diffondendo la cultura e l insegnamento del rispetto, introducendo, per esempio, fra le materie scolastiche, l' "educazione sentimentale”."

Ringraziando la commediografa Rossella Santoro per le sue parole ricche di verità che ci portano ad affer-mare che “e femmene so’ comme è stelle”!

Tags: intervista teatro rose addirose