fbpx

A QUALCUNO PIACE CALDO(ro)!

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in Il Palazzo

mio

Giusto qualche giorno fa mi è capitato di ascoltare uno stralcio del discorso tenuto dall’attuale Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, durante l’ultima seduta del Consiglio Regionale e, ne scrivo perché mi ha particolarmente colpito la parte in cui, affrontando la questione ambientale campana tanto alla ribalta nelle ultime settimane finanche al livello nazionale, ha affermato che “l’obiettivo (di chi? Non mi è ancora ben chiaro nonostante lo abbia ascoltato più e più volte) è quello di generare confusione” sull’argomento rifiuti.


Premesso che ci sarebbe parecchio da dire anche sull’organicità del resto del suo discorso, vorrei ora approfittare di questa mia breve riflessione per provare a fare, nel mio piccolo, un po’ di chiarezza sulla vicenda. Ed inizierei col dire che sono tre gli aspetti da analizzare sebbene essi siano comunque indissolubilmente legati fra loro (checché ne dica il Presidente):
1) Ciclo dei Rifiuti
2) Sversamenti illegali, roghi tossici ed ecoballe
3) Bonifiche
Ma procediamo con ordine.
Il ciclo dei rifiuti campano, o meglio la sua incompletezza (per non dire inesistenza) è forse la principale causa per cui la nostra regione ha versato in stato di emergenza in questi ultimi vent’anni. Di fatti il non prestabilire il completo corso dei rifiuti campano ha fatto si che si determinasse un vuoto istituzionale di gestione che è stato prontamente colmato dalla malavita organizzata. Essa è riuscita ad inserirsi abilmente in un sistema che le ha permesso di fare dei “rifiuti” un business più che redditizio, al punto che si è arrivati a coniare l’espressione “l’oro di Napoli”. E questo ci porta al secondo punto ovvero sversamenti illegali, roghi tossici ed ecoballe. Essi, di fatti, sono stati il frutto di questi anni di mala gestione! La camorra ha usato il sottosuolo (ed il suolo) campano come una sorta di grande discarica che si prestava al miglior offerente di turno ed i ritrovamenti conseguenti ai sequestri dell’ultimo periodo (anche grazie alla grande attenzione nazionale posta, di recente, al problema) ne sono la prova: rifiuti urbani e rifiuti speciali di tutt’Italia erano (e in molti casi sono ancora) interrati e mescolati in un pericolosissimo mix a pochi metri dalla superficie sulla quale noi camminiamo, corriamo e che in alcuni casi coltiviamo.
E allora: Cosa mangiamo? Cosa beviamo? e cosa respiriamo?
Qualsiasi risposta darete a questi interrogativi, io so solo che nelle terre fra Napoli e Caserta i decessi, per patologie tumorali e malformazioni congenite, sono aumentati, in pochi anni, del 47% tra gli uomini e del 40% tra le donne e sebbene vi sia ancora chi ciecamente si ostina a parlare di cause legate “al troppo fumo” o più in generale “agli stili di vita” (e in questo aiuta anche la mancanza di un Registro Tumori Campano), è ormai sotto gli occhi di tutti il forte legame tra tali dati allarmanti e questo tipo di inquinamento ambientale. E di qui passiamo all’ultimo punto: le bonifiche del suolo. La bonifica del suolo contaminato è una materia molto attuale ed in continua evoluzione. Essa si occupa dei metodi di pulizia di terreni contaminati e delle acque sotterranee, dalle più diverse sostanze. Approvare ed attuare un serio piano di bonifiche in Campania (trovando però il modo di evitare che la Camorra metta le mani anche su questo nuovo e redditizio business) significherebbe provare a dare nuova vita e nuova speranza a chi di fatto non è ha più.
E allora caro presidente Caldoro credo che nessuno si aspetti che “la situazione si risolva domani mattina” (per riprendere le sue parole) ma credo anche che sia giunta l’ora di smetterla con le ipocrisie e il gioco di “chi scarica più colpe su chi”. Il popolo campano ha bisogno che OGGI tutta la sua attuale classe dirigente si mobili e si mobiliti per davvero con tutte le misure necessarie a sua disposizione: si chiuda ora il ciclo dei rifiuti con una programmazione che sancisca il livello di raccolta differenziata e il tipo di infrastrutture da costruire, si sanciscano ora i tempi e i modi degli interventi di bonifica e si stabilisca ora come si intende affrontare e combattere la malavita organizzata che è stata e che è tutt’oggi parte, o meglio, protagonista assoluta della vicenda.
E’ questione di vita!