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Le elezioni in Italia hanno sempre lo stesso (dis)gusto

Scritto da Gianluca Battaglia Il . Inserito in Vac 'e Press

Che siano politiche, amministrative, europee o più semplicemente di suffragio associativo la musica non cambia: elezione deve essere sinonimo di disprezzo dell’avversario e non di proposta costruttiva.
Purtroppo anche le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli, in programma giovedì 15 e venerdì 16 novembre, non sfuggono a questa triste tradizione.
Demonizzazione dell’avversario, accuse infondate, coinvolgimento elettorale di sistemi che dovrebbero essere il target finale della professione e non il proprio microcosmo strutturato (banche, politica militante, grande industria) questi gli ingredienti malsani del confronto elettorale.
Ma io, forse per la mia giovane età forse perché al primo appuntamento elettorale, vorrei andare oltre e provare a spiegare  il perché mi candido e cosa vorrei fare. Di sicuro vorrei trasferire la mia esperienza triennale di Presidente dei Giovani Commercialisti per denunciare lo stato di precarietà dei giovani commercialisti.
Gli under 43, che pesano per quasi il 55% sul totale degli iscritti (che oggi sono quasi 5.500), dichiara, in media, onorari annuali compresi tra i 12.000 e i 16.000 euro, spesso raggiunti non perché titolare di un proprio studio (e d’altronde con tali numeri come sarebbe possibile???) ma perché collaboratori (sottopagati) di studi di grandi dimensioni: scrivi giovane commercialista leggi lavoratore subordinato qualificato sfruttato.
Questo è il punto di partenza, questa la battaglia da vincere: la vera barriera all’ingresso della professione è il mercato, nient’altro. Chi si candida a guidare l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli deve comprendere questo: diversamente tra 5 anni non avremo più praticanti e non saremmo in grado di tramandare la nostra professione alle future generazioni. Dobbiamo comprendere che il futuro della professione passa attraverso due concetti, elementari ma estremamente complicati: competenza e specializzazione.
Non si vive di solo fiscale, bisogna elevare il target di servizi; non esistono più i micro studi ed i tuttologi bisogna specializzarsi. Lottare con forza e determinazione su queste due tematiche significherà ridare dignità e futuro alla nostra professione.