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CAMBIAMO ORA

Scritto da Francesco Dinacci Il . Inserito in A gamba tesa

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Il Congresso Provinciale del PD di Napoli è una importante occasione dal momento che può aprire una fase radicalmente nuova nel rapporto con i cittadini della nostra area metropolitana. Il PD deve guardare al futuro! Per Napoli, città isolata da un'Amministrazione che ha saputo costruire solo promesse, mentre la qualità della vita assume tratti sempre maggiori di preoccupante degrado. Per la Campania, per poter parlare con credibilità alle aspettative e alle ansie dei cittadini che subiscono una vasta crisi economica e sociale. Occorre investire sull'autonomia e la forza di un progetto politico nuovo, che sappia includere straordinarie energie civiche diffuse nei territori attraverso proposte, presenza, dialogo.


Serve cioè un'operazione di nuovo radicamento sociale del partito nelle nostre città, tra professionisti, lavoratori e aree del disagio, senza rinunciare ad esplorare segmenti nuovi di una società sempre più mobile.
Insomma, è giunta l'ora di scommettere con coraggio su una nuova mobilitazione di tante risorse che vogliono mettersi al servizio delle proprie comunità.
Questa straordinaria possibilità che è data al Partito Democratico napoletano può essere colta se si recupera l'autorevolezza delle sue classi dirigenti, investendo su un processo di innovazione e apertura a merito e competenze.
Oggi infatti il PD non è ancora percepito, dentro l'area metropolitana di Napoli, come il soggetto politico che può guidare una nuova fase di rilancio del nostro complesso territorio. Dopo il fallimento di De Magistris, verso cui non è più tollerabile un'opposizione generica, e oltre i pesanti limiti di Caldoro, che ha lasciato intatti nella loro drammaticità i principali nodi problematici che affliggono la nostra Regione.
Ma per riuscire in questa nuova operazione politica, deve essere il PD che deve pensarsi come una soggettività larga, inclusiva e aperta, che guida la trasformazione urbana delle nostre città, investendo su un moderno ciclo dei rifiuti, sul trasporto, sul turismo, sui servizi, sulla bellezza storica e artistica di tanta parte della nostra area geografica.
Per questi motivi non abbiamo bisogno di conservare, ma di cambiare in profondità.
Troppo spesso rinunciamo infatti a parlare a forze giovani e nuove che chiedono solo di entrare nei nostri circoli, per dare un contributo alla crescita della nostra forza organizzata.
Un partito moderno non può non pensarsi in modo aperto e libero, come uno spazio che incrocia le esigenze di associazioni, movimenti, civismo, e che si confronta con la società reale sulla base di autonome proposte politiche.
Per questi motivi, la candidatura di Venanzio Carpentieri, giovane Sindaco di Melito, può essere una buona opportunità che va sostenuta e incoraggiata. E' una novità, e con lui dobbiamo unirci con coraggio per rinnovarci.