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Una legge per i partiti

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

berardo legge sui partiti

Il 25 luglio 2011 Pierluigi Bersani, l’allora segretario del PD, scrive un’argomentata lettera al Corriere della sera. Dice che è necessario avere al più presto una legge che disciplini la vita dei partiti, sia per i diritti degli elettori e degli iscritti, sia sul versante della deontologia dei rappresentanti nelle assemblee elettive. La causa occasionale dell’ accelerazione del tema della “costituzionalizzazione “ del partiti è data dall’insopportabile diffusione di casi di corruzione e di malcostume del ceto politico, la casta.


Il tema di avere una legge che regoli e disciplini la vita interna dei partiti è questione lasciata aperta dai costituenti e mai affrontata con decisa volontà , per la convenienza di tutti e per la resistenza forte del Pci, che aveva uno statuto che , prevedendo una struttura centralistica, mai poteva consentire una diversa e più consona adeguazione delle norme interne all’organizzazione col dettato costituzionale. Per di più nessuno voleva (e vuole, forse) un efficace controllo sui bilanci, essendo quella delle fonti di finanziamento una materia ritenuta riservata..
La nascita del partito democratico, invece comportava e comporta un radicale cambiamento del modo di concepire struttura e ruolo dei partiti, a partire dal proprio, e per ciò stesso la necessità di disciplinare per legge una serie di istituti legati alla vita dei partiti :primarie, diritti degli elettori, diritti degli iscritti, trasparenza dei finanziamenti, controllo pubblico dei bilanci.
Naturalmente continua ad esserci un grave ritardo su tutta la materia, che si aggiunge agli altri gravissimi ritardi in materia di riforme costituzionali ed elettorali.
Eppure nel febbraio dell’anno scorso in una nota congiunta di Bersani e di Casini, ci si impegnava, addirittura nel giro di una settimana, a presentare un disegno di legge congiunto in parlamento. Poi silenzio. Ma il tutto ben prima delle ultime elezioni politiche e prima dell’arrivo in parlamento dei grillini.
Nel marzo scorso Finocchiaro e Zanda presentano finalmente al Senato il disegno di legge sui partiti. Apriti cielo! I grillini forti di un movimento strutturato in modo antidemocratico gridano allo scandalo e sostengono che la legge sia presentata al solo scopo di distruggerli e il PD messo sulla difensiva per la oggettiva perdita di una capacita di egemonia culturale, si ritira in una incomprensibile retrovia.
E invece una legge sui partiti è indispensabile alla democrazia italiana.
E’ soprattutto fondamentale per garantire la democrazia interna alle organizzazioni partitiche. Oggi è ancora difficilmente sanzionabile la lesione ai diritti degli iscritti e la truffaldina applicazione delle regole statutarie.
Serve anche per la vita interna del PD. In questi giorni stiamo assistendo ai tanti episodi di gonfiamento e “sgonfiamento” del tesseramento in vista del congresso. Tanti molti episodi di malcostume, soprusi e atteggiamenti arroganti. Il tutto in dispregio dello statuto e del regolamento. Io penso che questi episodi negativi si ridurrebbero di molto se i partiti fossero sottoposti ad una legge dello Stato repubblicano inverata dai principii costituzionali.
Qualcuno gridò allo scandalo quando Tremante, segretario provinciale del partito democratico di Napoli, essendo stato deposto e commissariato con procedura illegittima, ricorse al giudice ordinario per vedersi riconosciuto il proprio diritto. Il giudice lo reintegrò nell’incarico.
E’ un precedente importante e forse una via maestra da seguire. E, anche in questo caso, nessuno mi venga a ricordare che la magistratura esagera se supplisce alle inadempienze del potere del legislatore. Potere come si sa che è prerogativa della politica.