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RIFIUTI: UN PROBLEMA SERIO.

Scritto da Nestore Cerani Il . Inserito in Vac 'e Press

rifiuti napoli

Scrivo questo articolo per obbedire alla mia coscienza sapendo bene che poiché non parla delle tette della Boschi né dei"mojitos" di Salvini ma di un argomento serio molti, lette le prime righe, lo salteranno.


Ciò premesso consentitemi una osservazione: L'attenzione dell'opinione pubblica è concentrata sui rifiuti urbani (RSU; in inglese SUW) che dei rifiuti costituiscono la parte visibile e meno pericolosa perché costituiti in gran parte (31%) di organico putrescibile-a Napoli questa percentuale è più elevata date le nostre abitudini alimentari- e per il 24% di carta Forse, in qualche caso, puzzano ma non sono mai pericolosi. Molto più seria è la questione dei rifiuti industriali che sono pericolosi e nocivi, con un grave impatto ambientale.

Eppure, nessuno ne parla, i giornali l'ignorano e tutti, compresa la Polstrada, fanno finta di ignorare l'intenso traffico clandestino di camion carichi di questo pericoloso materiale. Non ho mai, dico mai, avuto notizia di sequestro di camion carichi di rifiuti industriali. Troppi interessi coinvolti. Troppe miopie istituzionali perché bisognerebbe reprimere i crimini commessi dall'Industria del Nord coinvolta in un osceno abbraccio con la Camorra.

Inoltre, sul modo di risolvere il problema in Italia, fra i politici, i giornali e le istituzioni è diffusa una terribile ignoranza. In tutti i paesi civili (Scandinavia in primis) il trattamento principale è quello termico tramite termovalorizzazione. Quando mandiamo i nostri RSU in Olanda è proprio lì che vanno a finire. Sentire Di Maio e altri politici dire: Mai più inceneritori. fa cascare le braccia In Italia gli inceneritori sono stati smantellati 40 anni fa.

Non ce n'è uno solo in servizio. Gli inceneritori erano impianti che avevano la funzione di ridurre volumetricamente i rifiuti consumando notevoli quantità di energia e rilasciando in atmosfera molti polluanti. I termovalorizzatori usano i rifiuti PER PORODURRE ENERGIA. Acerra provvede al fabbisogno energetico di 240mila famiglie. È una tecnologia esattamente opposta a quella degli inceneritori e sentire giornalisti, politici, vescovi e intellettuali (!?) confondere i due termini ed usare l'uno al posto dell'altro a me fa venire il voltastomaco.

Nell'Italia meridionale, a parte Acerra, non ci sono impianti del genere. Sarebbe il caso di pensarci. - Le ecoballe (6 milioni) che giacciono in Campania possono essere eliminata in 4 o5 anni solo usandole come combustibile . Chi vi dice il contrario vi prende per i fondelli oppure è di una imperdonabile ignoranza. Il sistema termico più moderno (ed in Italia mai applicato) è quello della PIROGASSIFICAZIONE che combina la pirolisi (scissione chimica mediante calore) e la trasformazione in gas naturale (metano) dei prodotti della pirolisi. Una tecnologia sicura perché il processo avviene ad alta temperatura (per evitare la formazione dei predecessori della diossina) in camera stagna, carenza di ossigeno e pressione leggermente inferiore a quella atmosferica.

Condizione che impedisce la fuoruscita dei prodotti aeriformi del processo, come è facile intuire. In un paese moderno questa tecnologia (fra l'altro coperta da brevetti italiani) sarebbe incentivata. Non ignorata considerato anche che non ha bisogno di megaimpianti ma di catene modulari di piccoli impianti ambientalmente compatibili. Si farà? Lo spero. Se posso dare un suggerimento al nuovo governo consiglierei di organizzare un convegno nazionale sul tema al quale invitare esperti italiani e stranieri.

Utilizzando come linea guida per la sua politica ambientale le risultanze del convegno invece di perdere tempo con le fanfaluche dei "rifiuti zero". Sciocchezza apocalittica.