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Governo Conte Bis: Prevalgono i ministri provenienti dal Sud, ecco chi sono

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Il Palazzo

governo Conte bis

Il nuovo governo Conte bis, frutto dell’accordo politico tra Movimento cinque stelle, Partito Democratico e gruppo parlamentare di Liberi e Uguali, nasce formalmente il 5 settembre 2019 ed è già stato definito come il ‘governo più a sinistra della storia repubblicana’.

In realtà, la caratteristica più evidente, almeno per ora, del nuovo esecutivo guidato sempre da Giuseppe Conte è quello di essere il governo con la più alta percentuale di ministri provenienti dal sud: 11 ministri su 22, equivalenti al 55 per cento dell’esecutivo, contro il 54 per cento del governo Colombo (1970-1972) e il 51 per cento del sesto governo Andreotti (1989-1991), quando i ministri provenienti da regioni del centro-sud erano rispettivamente 15 su 28 e 20 su 39.

La Campania è la regione più rappresentata con 4 ministri tra cui Luigi di Maio (M5S) e attuale ministro degli Esteri. Nato ad Avellino 33 anni fa, dopo qualche lavoretto come webmaster per il sito "Laprovinciaonline.it", giornalista sportivo per il periodico "Il Punto", tecnico informatico, assistente alla regia, agente di commercio, cameriere, steward allo stadio San Paolo e manovale per l'azienda di famiglia Ardima srl, al centro di una inchiesta delle Iene su presunto lavoro nero, il suo  debutto in Parlamento arriva nel 2013, dopo aver ottenuto 189 voti alle parlamentarie 5 Stelle. Il 21 marzo 2013, con 173 voti, viene eletto vicepresidente della Camera dei deputati, il più giovane della storia della Repubblica a ricoprire tale carica.

Sicuramente di più alto profilo è la storia politica e professionale di Enzo Amendola, esponente di spicco del PD napoletano, chiamato ad occuparsi del ministero degli Affari europei. Inizia giovanissimo ad occuparsi di politica, eletto a 16 anni come consigliere Ds presso la circoscrizione di Napoli centro del Comune, prima ancora di diplomarsi al liceo scientifico della città. Diventa successivamente responsabile esteri dei giovani Ds e poi responsabile per il mezzogiorno del partito. Sul finire degli anni '90, dopo un lungo soggiorno a Vienna, diventa segretario generale e vicepresidente della International Union of Socialist Youth, la Internazionale dei giovani socialisti. È in questo ambiente internazionale che si fa le ossa e che nasce il suo interesse per la politica estera.

Nel 2006 Piero Fassino, allora segretario dei DS, lo propone ad Antonio Bassolino divenuto Presidente della regione Campania come segretario regionale del partito. Chiusa l'esperienza regionale, torna a Roma dove nel 2013 viene eletto alla camera dei deputati (commissione Affari Esteri). Quando Renzi cede la campanella a Gentiloni, arriva la sua prima esperienza di governo come sottosegretario agli Esteri. In tutti questi anni si occupa di Iraq e terrorismo, di corridoi umanitari, della svolta a destra del governo austriaco fino alla Brexit. Il 15 giugno 2019 viene scelto come responsabile nazionale agli Esteri del PD dal Segretario Nicola Zingaretti. Dopo la breve parentesi del governo giallo –verde, la sua enorme preparazione in politica estera gli consentirà di assumere la guida del ministero degli Affari Europei nel nuovo governo Conte bis.

È campano anche il comandante Sergio Costa, tra i pochi nomi confermati nel governo Conte Bis come ministro dell’ambiente in quota cinque stelle. Laureato in Scienze Agrarie e con un master in Diritto dell'Ambiente, nel precedente governo si è occupato di dossier complessi dalla Tap (che ha ottenuto il via libera), a Taranto (dove l'emergenza ambientale e quella del lavoro, in mano a Di Maio, convivono) e sulle trivelle, contro le quali Costa minacciò le dimissioni. ll generale è stato anche uno dei sostenitori della Legge 68 sugli ecoreati, legando il suo nome a doppio filo con l'inchiesta sulla Terra dei fuochi, che dai primi anni Duemila ha permesso di far luce su una serie di attività illecite legate allo smaltimento di rifiuti tossici, sottolineando in più occasioni il ruolo centrale della forestale nel contrasto alle ecomafie e al clan dei Casalesi. oltre alle trivelle, si è battuto anche per la salvaguardia del mare dai rifiuti in plastica.

È nato ad Afragola, invece, Vincenzo Spadafora nuovo ministro ai Giovani e allo Sport, primo garante per l'infanzia d'Italia e il più giovane presidente dell'Unicef. Spadafora debutta nella politica nel 1998 come segretario particolare dell'allora presidente della Regione Campania Andrea Losco, dell'Udeur. Poi si avvicina ai Verdi lavorando nella segreteria di Alfonso Pecoraro Scanio. Ma il salto avviene nel 2006 quando col governo Prodi diventa capo segreteria di Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali. Due anni dopo diventa presidente di Unicef Italia per cui Spadafora, terminato il liceo, aveva già operato come missionario laico viaggiando viaggia in Sierra Leone, Guinea Bissau e Ruanda. Conclusa l'esperienza con Rutelli prosegue la sua ascesa politica: contribuisce a far nascere il movimento giovanile della Margherita e si avvicina a Italia Futura, il movimento ideato da Luca Cordero di Montezemolo. Nel 2011 è istituita la figura in Italia del Garante per l'Infanzia, ruolo che ricopre grazie anche alla stima che si guadagna da parte di Mara Carfagna, allora ministra alle Pari Opportunità del governo Berlusconi. Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato dal Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Casoria che vince con il 59,4%, venendo quindi eletto deputato. Il 12 giugno diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle pari opportunità e ai giovani nel Governo Conte di 5 Stelle e Lega. Le sue posizioni a favore delle adozioni per le coppie gay lo hanno portato più di una volta in contrasto con la lega durante la breve esperienza dell’esecutivo giallo-verde.

Dopo la Campania è la Sicilia ad offrire il maggior numero di ministri. Il più giovane è Giuseppe Provenzano, 37 anni appena nominato ministro del Sud nel governo Conte-bis. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza a Pisa e specializzato alla scuola di eccellenza superiore Sant'Anna, ha sempre condotto ricerche sul Mezzogiorno arrivando a ricoprire il ruolo di vicedirettore dello Svimez.  Parallelamente alla ricerca ha svolto attività politica, seguendo i consigli del "maestro" Macaluso, per lui un riferimento fin da ragazzino a tal punto da dedicargli il il suo ultimo libro, "La sinistra e la scintilla". Nel 2010 è stato componente dell'assemblea dem in Sicilia criticando la scelta del partito di sostenere l'allora governo di Raffaele Lombardo. Con il governo Crocetta ha lavorato nello staff dell'assessore all'Economia Luca Bianchi, direttore dello Svimez con il quale Provenzano ha firmato diverse pubblicazioni, tra i quali lavori sulla condizione del lavoro femminile al Sud. È stato anche consulente di Andrea Orlando nel 2013 al ministero dell'Ambiente e di Giovanni Legnini quanto era sottosegretario alle Finanze nel 2014. All’indomani della sua nomina a ministro ha dichiarato: “Ho accettato la proposta del Presidente Giuseppe Conte perché il Sud è il cuore della questione italiana ed europea, ma può essere anche la soluzione. Il Mezzogiorno è stata la mia professione, sarà per sempre la mia vocazione. L’impegno è ora di svolgere questa alta funzione con disciplina e onore".

È siciliana come Provenzano anche Nunzia Catalfo la nuova ministra del lavoro e delle politiche sociale. Nata a Catania nel 1967, nella sua vita professionale si è sempre occupata di orientamento nel mondo del lavoro e selezione del personale. È entrata per la prima volta in Senato nel 2013 per il Movimento Cinque Stelle ed è da subito considerata un esponente dei “dialoganti” contrapposta all’ala più intransigente di Grillo e Casaleggio. Un ruolo che gli è stato riconosciuto persino da uno dei suoi “avversari” sui temi del lavoro, il senatore del Pd Pietro Ichino. Rieletta nel 2018 nel collegio uninominale di Catania al Senato, in questa legislatura, è stata nominata presidente della Commissione permanente Lavoro e previdenza sociale. Ha fatto parte del gruppo che ha contribuito a scrivere già nel 2013 il provvedimento sul reddito di cittadinanza, per la cui approvazione si è battuta per cinque anni. Ora, però, come Ministra del Lavoro la aspetta un lungo elenco di crisi aziendali che attendono una soluzione: sono oltre 350 i casi che attendono una soluzione, a partire dalla Whirlpool di Napoli per arrivare alla richiesta di cassa integrazione all’Ilva, dai casi Auchan alla Mercatone Uno.

Ultimo siciliano della squadra di governo è Alfonso Bonafede, nato 43 anni fa a Mazara del Vallo, diventa avvocato civilista a Firenze da dove parte anche la sua esperienza politica. Da ministro della Giustizia in quota cinque Stelle nel primo governo Conte lancia la sua battaglia contro la corruzione. E battezza come legge "spazzacorrotti" il pacchetto di norme, a cominciare dal Daspo, in cui aumenta le pene contro la corruzione e lancia la norma per cui chi viene condannato non può più partecipare agli appalti pubblici. Nella legge c'è anche la riforma della prescrizione, bloccata definitivamente dopo il processo di primo grado, che porta Bonafede in rotta di collisione con Salvini e la Lega. Che blocca l'entrata in vigore della nuova prescrizione e la fa slittare al gennaio 2020. Comincia in quel momento una battaglia sotterranea che contribuirà alla crisi di governo.

Sono pugliesi, invece, Teresa Bellanova e Francesco Boccia. La prima è nata a Ceglie Messapica, provincia di Brindisi nel 1958, per quasi 30 anni ha lavorato nel sindacato. Inizia seguendo le attività dei lavoratori del mondo agricolo in Puglia (fino a diventare coordinatrice regionale di Federbraccianti), sempre in prima fila nel contrastare il caporalato, per poi passare nel 1996 alla Filtea, il sindacato della Cgil del settore tessile abbigliamento e calzaturiero e dal 2000 promossa alla segretaria nazionale della Filtea, con deleghe alle Politiche del mezzogiorno e politiche industriali. La carriera politica inizia nel 2005, con la chiamata nel consiglio nazionale dei Democratici di sinistra, mentre nel 2006 è eletta per la prima volta alla Camera e più volte rieletta. Nel 2014 è nominata sottosegretaria al Lavoro del Governo Renzi, mentre dal 2016 è viceministro dello Sviluppo economico. Nel 2018 è eletta senatrice per il Pd nella circoscrizione Emilia-Romagna. Adesso la attende l’incarico più complesso la guida del ministero dell’agricoltura.

È nato, invece, a Bisceglie 51 anni fa l’economista Francesco Boccia. Dopo laurea in Scienze Politiche con indirizzo economico internazionale consegue il Master of Business Administration alla Bocconi che gli aprirà le porte della carriera accademica: ricercatore prima alla London School of Economics, poi visiting professor alla University of Illinois di Chicago. Infine, professore associato di discipline economiche all'università Cattaneo di Castellanza. È stato consigliere economico accanto all'allora ministro dell'Industria Enrico Letta, ma la sua carriera politica comincia a Bari nel 2004 dove è stato assessore all'Economia con Emiliano sindaco. Tra le sue iniziative, tasse sulla casa differenziate a seconda delle fasce di reddito e l'accordo con alcune aziende per sperimentare il salario di inserimento per i giovani. È tra i firmatari della riforma della legge di bilancio e 'inventore' della web tax. Boccia è infatti anche grande esperto di digitale e tra i promotori, nella sua Bisceglie, di Digithon, appuntamento per la promozione delle start-up digitali. È stato candidato alla segreteria nelle ultime primarie. Il 13 luglio 2019, durante l'assemblea nazionale, il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, lo ha nominato responsabile per l'Economia e la società digitale.

Anche al ministero dell’interno arriva una donna del Sud Luciana Lamorgese, un profilo tecnico per ristabilire tranquillità al Viminale dopo l’esperienza targata Salvini. Nata a Potenza 66 anni fa, Luciana Lamorgese é stata prefetta di Milano fino all’ottobre del 2018. Una laurea in giurisprudenza, avvocata, ha lavorato alla prefettura di Varese, alla direzione generale del ministero dell’Interno. È stata nominata prefetta di Venezia nel 2010. Dall’anno dopo è diventata “soggetto attuatore per la realizzazione e la gestione delle strutture di accoglienza nella Regione Veneto”. A Milano ha promosso l’accordo con i sindaci della città metropolitana per distribuire le quote migranti, scontrandosi più volte con alcuni esponenti della Lega. Esperienza che adesso potrebbe rivelarsi fondamentale nella gestione dei flussi migratori. Dal 2013 al 2017 è diventata capo di gabinetto del Viminale, guidato prima dal ministro Angelino Alfano e poi da Marco Minniti, che l’ha nominata al vertice della prefettura milanese.

Lucano è anche il neoministro della salute Roberto Speranza, esponente di Liberi e Uguali è, infatti, nato a Potenza 40 anni fa. È stato uno dei leader della scissione del Pd nel 2017, dopo mesi di tensione con la segreteria di Matteo Renzi. Inizia la sua carriera politica nella Sinistra Giovanile di cui era presidente nel 2007, con Fausto Raciti segretario. L’anno successivo Walter Veltroni lo vuole nei Giovani Democratici per creare la nuova organizzazione giovanile del Pd. Consigliere comunale con i Ds a Potenza da quando aveva 25 anni, tra il 2009 e il 2010 è stato assessore all’Urbanistica di Potenza. Poi comincia la scalata: prima coordinatore regionale del Pd della Basilicata. Poi coordinatore della campagna di Pier Luigi Bersani alle primarie del centrosinitra e alle elezioni politiche del 2013. Quindi, viene eletto deputato e nominato capogruppo alla Camera. Incarico che lascia il 15 aprile 2015 in dissenso con la decisione del governo Renzi di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale, l’Italicum. È tornato in Parlamento il 4 marzo 2018 con Liberi e Uguali.