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E Garibaldi entrò a Napoli (prima parte)

Scritto da Antonio Capotosto Il . Inserito in Port'Alba

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Giuseppe Garibaldi entrò a Napoli nel primo pomeriggio del 7 settembre 1860, dopo la trionfale avanzata che lo aveva visto risalire rapidamente, una volta attraversato lo stretto di Messina, le provincie continentali del Regno borbonico, senza incontrare quasi resistenza.

Liborio Romano era alla stazione con i direttori De Cesari e Giacchi, e nessun ministro. Era il tocco e mezzo dopo mezzogiorno. Domenico Ferrante li presentò a Garibaldi e Romano recitò i primi periodi di un indirizzo, che fu poi stampato e diffuso. Garibaldi strinse la mano a lui e ai direttori; avrebbe voluto avere con sé Romano nella carrozza, ma li separò la folla, che nessuno riusciva più a contenere. Il sindaco D'Alessandria disparve, con la guardia nazionale stretta in mezzo da una moltitudine invasata.

Già fin dalle dieci della mattina si raccoglievano nelle vie, che da Toledo a Chiaia andavano alla stazione, gruppi di popolani con bandiere d'ogni grandezza, armi e bastoni enormi. Si assisteva a scene esilaranti e un po' grottesche. Il conte Giuseppe Ricciardi, in piedi dentro una carrozza, agitando una bandiera tricolore, urlava per Toledo: “A mezzogiorno arriva Garibaldi,  tutti alla stazione”.

Aveva perso la voce; quando vide il più giovane dei fratelli Cottrau in uniforme di guardia nazionale, gli impose di salire in carrozza con lui, gli affidò la bandiera e dai robusti polmoni di Arturo Cottrau fece continuare a gridare: “A mezzogiorno arriva Garibaldi, tutti alla stazione”. La nota popolana, detta la Sangiovannara, andava anche lei in carrozza alla ferrovia, seguita da gran folla di gente della Pignasecca e di donne armate e convulse.

All'ora dell'arrivo del treno fu tanta la confusione che Cosenz -al quale Garibaldi aveva ordinato di cavalcare accanto a lui- ne fu separato né lo rivide sino alla sera. A Cosenz venne offerto uno dei cavalli preparati per Garibaldi e i suoi ufficiali. Egli vi montò e accompagnato dal capitano Carlo Colonna entrò in Napoli, percorrendo la via della Marina e ricevendo dalla sentinella del Carmine il saluto militare.