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Campania segreta: Monteverde

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Port'Alba

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Il borgo di Monteverde, situato su di un’altura formata da tre colli, si trova ai confini della Campania con Puglia e Basilicata. Circondato dalla foresta Mezzana, affaccia sulla valle dell’Ofanto. Oltre a far parte del prestigioso novero dei “Borghi più belli d’Italia”, gode di un’altra eccellenza, cioè di essere il “borgo più accessibile d’Italia”, in quanto sono state eliminate tutte le barriere architettoniche, ed è visitabile, in tutta la sua estensione, da portatori di handicap, anche in carrozzella.


Di antichissime origini, in quest’area frequentata sin dal “neolitico”, viene identificato con la cittadina sannita di “Cominium Ocritum”, dove si fermò anche il generale Annone, dell’esercito di Annibale, durante la II guerra punica. In seguito, fu testimone della famosa battaglia di Aquilonia, di cui parlo nel numero di QdN del 13 settembre scorso.

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L’attuale borgo fu fondato nel medioevo, fu sede vescovile dall’XI secolo, fino al Cinquecento. Furono signori e feudatari gli Orsini, i Sangermano, e persino i Grimaldi di Monaco. Il castello che domina l’abitato fu costruito dai Longobardi, e si presenta massiccio ed imponente, con la sua forma trapezoidale, dotato di un torrione ad ogni angolo.

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Sono state trovate nei paraggi resti di opere difensive risalenti ad epoche molto più antiche, quali mura, di origine Sannitica, datate IV e III secolo a.C., a conferma che questo territorio, compreso tra l’Ofanto ed il suo affluente Osento, è stato frequentato sin da tempi remoti. Il castello, che fu abitato tra gli altri, anche dai principi di Monaco, è tuttora visitabile ed è la principale attrattiva del paese.

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Questo articolo è a tutti gli effetti la continuazione di quello della settimana precedente, dedicato a Carbonara, perché è proprio dopo aver pranzato alla “Nuova Carbonara”, che ci dirigiamo alla volta di Monteverde. Imbocco la piccola stradina che si dirige verso il lago di San Pietro, attraversando la foresta Mezzana. La vegetazione è fitta, e nel caldo pomeriggio estivo regala una piacevole frescura.

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Sono circa 3 chilometri fino alla diga sull’Osento, che forma il lago. Piccolo, come piccolo è il fiume, appena un torrente, ma di gran fascino, ed anche se artificiale, ha il suo habitat, infatti da qui passa e nidifica la rarissima cicogna nera, di origini Sud-africane. Su di una riva del laghetto, che è bagnabile, sorge, discreta, un’area pic-nic. Cominciamo la salita verso il paese, ripida, ma piacevole, e la distanza è più o meno la stessa della discesa da Carbonara.

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Posteggiamo, per il piacere di percorrere qualche stradina di questo bello ed accogliente borgo a piedi, ma un possessore di “permesso disabili”, potrebbe arrivare sino in cima. Il paese merita la sua appartenenza al “club” dei Borghi più belli d’Italia.

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Decisamente interessante, la salita verso il Castello, meta ideale di questa passeggiata, è costellata di scorci ameni ed angoli di fascino. La gente ci guarda incuriosita, ma ad ogni richiesta d’informazioni è gentile. La presenza di numerosi animali da cortile per strada, mi fa sospettare che i visitatori, purtroppo, non devono essere numerosi.

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